Pensioni precoci news oggi 3 maggio: quota 41 è rilanciata, assedio a Quinta Colonna

Neppure il tempo di incassare l’ennesima delusione delle ultime settimane, che i lavoratori precoci, mostrando ancora una volta di che pasta sono fatti, sono tornati a chiedere con forza l’introduzione di quota 41 senza penalizzazioni sia sui palchi delle organizzazioni sindacali che negli studi di programma, come Quinta Colonna, che da sempre si occupano di pensionati e della flessibilità in uscita.

L’attacco dei precoci sotto la bandiera di quota 41 è probabilmente la migliore risposta alle voci della scorsa settimana in merito alla possibile intenzione del governo di rottamare la quota 41 (senza mai averla presa in considerazione) a favore di una più neutra quota 100. E invece no perchè, le ultime notizie di oggi 3 maggio, riferiscono che dal palco di una iniziativa dell’UGL, alcuni rappresentanti dei lavoratori precoci hanno riaffermato che l’unica soluzione possibile e tollerabile per la loro situazione passa da quota 41 senza penalizzazioni.

Stessa musica negli studi di Quinta Colonna. Quello che è successo nel noto programma tv di Rete 4 è la migliore dimostrazione del livello di organizzazione a cui questi lavoratori e queste lavoratrici, che hanno iniziato a spaccarsi la schiena di lavoro da quando avevano 15 massimo 16 anni, mentre tanti altri si divertivano, sono arrivati. Appena infatti si è diffusa la voce che a Quinta Colonna si sarebbe parlato di riforma delle pensioni, sui gruppi Facebook di sostegno a quota 41  senza penalizzazioni, sono arrivati inviti a sommergere di commenti la pagina Fb del programma Mediaset in modo tale da approfittare della finestra per far sentire la propria voce. Un altro modo, insomma, per rompere la cortina di silenzio e per portare il governo ad aprire un tavolo di confronto.

Le trattative dirette con l’esecutivo continuano ad essere l’obiettivo di fondo della lotta dei precoci anche se, nonostante il valido supporto del sindacato, l’esecutivo, ad oggi, non sembra sentirci da quell’orecchio nascondendosi dietro la necessità di presentare proposte di legge che siano presentabili e fattibili e negando alla quota 41 ideata dal presidente della Commissione Lavoro della Camera Damiano, entrambe le qualifiche.

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