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Pensioni precoci news oggi 5 luglio: quota 41 e penalizzazioni, le ultime novità

E’ iniziata l’ennesima settimana di attesa per i lavoratori precoci. Dopo la raccolta firme  per la quota 41 e le varie mobilitazioni finalmente sembrerebbe che Nannicini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri avrebbe convocato una delegazione di precoci a Palazzo Chigi.

Secondo le news di oggi 5 luglio, è probabile che il Governo decida di estendere l’Ape, modificandolo in determinati punti per alcune categorie di lavoratori. Il piano del Governo prevede per i nati nel trienni 1951-1953 e successivamente per i nati nel ’54 e nel ’55, la possibilità di andare in pensione con tre anni di anticipo rispetto alla data prevista per la pensione di vecchiaia. Le pensioni anticipate dovrebbero essere coperte dal finanziamento delle banche. In pratica l’INPS dovrebbe gestire un prestito erogato dalle banche per i lavoratori che dovessero scegliere di andare in pensione in anticipo. Il prestito andrà restituito nei 20 anni successivi con un tasso variabile. E’ proprio qui che si trova il punto cruciale del piano del Governo Renzi: le penalizzazioni. Damiano, da sempre sostenitore dei precoci, al punto da organizzare una petizione online per raccogliere le firme in fare del disegno di legge 857, che contiene, tra le altre cose anche la quota 41, ribadisce la necessità di azzerare le penalizzazioni per i precoci.

Infatti per il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, i precoci dovrebbero andare in pensione con 41 anni di contributi e senza penalizzazioni. Nannicini ha confermato la volontà del Governo di individuare un piano che possa essere ben strutturato per alcune categorie lavorative, pur non rivolgendosi direttamente ai precoci.Per cui si potrebbe pensare che il Governo possa sviluppare un Ape senza penalizzazioni, o meglio con delle penalizzazioni molto ridotte, intorno all’ 1% per i precoci in modo da inserirlo nella prossima Legge di Stabilità.

Intanto domani dovrebbe esserci la consegna delle firme raccolte con la petizione, circa 46000 e Damiano e Gnecchi, dovrebbero indire una conferenza stampa.