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Pensioni precoci news oggi 5 maggio: più sfigati degli sfigati per Renzi, ultime su parole premier

Le ultime dichiarazioni del premier Renzi aprono prospettive ancora più negative per i lavoratori precoci che potrebbero non vedersi riconosciuto alcun diritto in quanto tali ma semplicemente venire assimilati al più generale discorso sulla pensione anticipata. Le news di oggi sui precoci arrivano direttamente dal premier Renzi che, dopo un silenzio di anni sulla questione delle pensioni, ha preso la parola sulla necessità di riformare la Legge Fornero introducendo la flessibilità in uscita. Il premier, nel corso di un suo intervento, ha anticipato che il governo sta lavorando ad una proposta di riforma delle pensioni che prende il nome di Ape e che sarà inserita nella Legge di Stabilità 2017.

Il premier ha affermato che Ape sarà la risposta del governo alla situazione di quei nati negli anno compresi tra il 1951 e il 1953 che si sono visti alzare di botto il requisito per andare in pensione. Sui contenuti di questa Ape, Renzi non è sembrato sbilanciarsi limitandosi ad affermare che ci sarebbe già il logo dell’iniziativa e che ai contenuti delle stessa ci stanno già lavorando i tecnici del Ministero del Lavoro e del MEF. Ape dovrebbe prevedere una decurtazione dell’importo dell’assegno pensionistico mensile a fronte della possibilità di uscire prima dal mondo del lavoro. E’ molto probabile, si è fatto scappare Renzi, che la proposta possa essere presto messa nero su bianco.

I timori delle tante categorie che attendono risposte in tema di pensioni, come appunto i lavoratori precoci, è che il provvedimento del governo sia una sorta di tappabuchi ideato per andare ad arginare una situazione esplosiva e di non facile gestione. Nel suo intervento il premier ha affermato che Ape va ad alleggerire la posizione dei più sfigati ossia di chi ha subito le conseguenze della Legge Fornero. Ma è proprio qui che si apre un interrogativo. I precoci fanno parte di questo circolo spregiativamente definito di sfigati da un presidente del consiglio che nessuno ha mai eletto? Il rischio che ne siano esclusi come categoria e inclusi solo alla luce di un discorso più ampio è molto alto. E sarebbe la fine per la quota 41.