Pensioni precoci news oggi 6 luglio: nessuno mollerà l’osso, Damiano insiste sul no alle penalizzazioni

Si entra nel vivo delle pensioni precoci. I lavoratori sono in attesa di scoprire il piano che il Governo Renzi metterà a punto nella prossima riforma delle pensioni.

Secondo le news di oggi 6 luglio, la petizione di Cesare Damiano e Maria Luisa Gnecchi sul disegno di legge 857 ha raggiunto quota 30000 firme. A questo numero, riferito alle sole firme online, vanno aggiunte le 20.000 raccolte con i moduli cartacei. Insomma 50.000 firme raccolte in circa due mesi. Damiano nella conferenza di questa mattina ha affrontato una serie di problematiche legare alle pensioni precoci ma non solo. Anzitutto Damiano ha sottolineato che il tavolo di confronto con il Governo, un tavolo non scontato, è nato proprio dalla determinazione e dalla pressione proveniente dal basso, dai tanti Comitati.

Damiano parla dell’Ape. Non è una grande idea quella del mutuo tuttavia il Governo sta dimostrando interesse verso alcune tematiche delicate come la questione relativa alla ricongiunzione o al tentativo di equiparare la no tax-area tra lavoro privato e pensione.

Ma il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera puntualizza ancora una volta l’importanza di definire con chiarezza quali siano le categorie deboli per il Governo. Damiano crede che appartengano a gruppi che vanno tutelati e protetti sicuramente i disoccupati di lungo periodo, chi ha esaurito la cassa integrazione o la NASPI. Queste persone non dovrebbero avere alcun pegno, penalizzazione o rate da pagare. Anche gli invalidi, chi svolge lavori usuranti e gli operai dell’edilizia, sono tutti lavoratori che non devono andare incontro a penalizzazioni di fronte ad un anticipo pensionistico.

Arriva il  nodo flessibilità. E Damiano interviene affermando che dalla parole di Poletti ha colto l’idea di distinguere chi ha un disagio da chi ha una situazione di norrmalità. Ma il Presidente della Commissione Lavoro vorrebbe approfondire l’argomento per capire le reali intenzioni del Governo. La sua proposta di andare in pensione con 4 anni di anticipo e non con 3 nasce perché in questo modo si può andare in pensione a 62 anni e 7 mesi e per un disoccupato fa differenza un anno in meno. Un anno in meno infatti per un disoccupato è un modo per riprendersi la propria dignità, la dignità di una pensione e non un assegno di povertà.

Molte le parole di Damiano su chi ha iniziato a lavorare con l’1 davanti, i lavoratori precoci. Per Damiano i precoci devono andare in pensione con 41 anni di contributi e senza penalizzazioni, appartenendo alle categorie deboli.

L’Onorevole sa che la battaglia non sarà facile ma la raccolta firme proseguirà e nessuno mollerà l’osso. E’ un traguardo importante quello raggiunto perché finalmente il Governo con la pressione dei Comitati, specie quelli dei lavoratori precoci, dovrà iniziare a manifestare maggiore interesse verso i temi di carattere sociale.

Per Damiano è evidente infine che non si hanno a disposizione tempi infiniti. La pressione esercitata adesso anche durante il confronto tra Sindacati e Governo, deve concludersi, in modo positivo o negativo che sia, prima del referendum, perché poi il tavolo potrebbe sparire.

Al termine della Conferenza è stato ricordato che il prossimo 15 luglio, a Rimini, in occasione  della Summer School (e)Labora 2016 di Lavoro Welfare, interverranno sia l’Onorevole Damiano che il Sottosegretario Nannicini.

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