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Pensioni precoci news oggi 7 maggio: 18mila per quota 41 e Damiano rilancia

Il presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Cesare Damiano, non sembra avere alcuna intenzione di fare un passo indietro sulla proposta di quota 41 per i lavoratori precoci e sulla proposta della penalizzazione dell’8% per la pensione anticipata. Se Renzi, attraverso l’ancora indefinita Ape, intendeva decapitare il vertice del vastissimo movimento che chiede la risoluzione del caso precoci e una giusta riforma sul pensionamento anticipata, si può tranquillamente dire che il promotore della flessibilità in uscita non ha alcuna intenzione di cambiare idea.

Questa novità di oggi 7 maggio è certamente una buona notizia per tutti i lavoratori precoci che, nei giorni scorsi, si erano sentiti beffati per l’ennesima volta a seguito dell’irruzione di Renzi nel dibattito sulle pensioni.

Il timone, per quello che riguarda il caso dei precoci, resta quindi rivolto verso la quota 41. Del resto sono i numeri a suggerire da Damiano di non cambiare direzione. La petizione che è stata lanciata appena pochi giorni fa per un sostegno concreto alla riforma delle pensioni nel segno della flessibilità in uscita ha raccolto oltre 18mila adesione. Si tratta di un numero di tutto rispetto che certamente contribuisce a dare le dimensioni del problema. Contrariamente a quello che in tanti negli ambienti governativi possono pensare, la questione precoci e la richiesta di una giusta pensione anticipata, non riguarda pochi testardi ma interessa ampi stati della popolazione.

Forte delle firme che l’appello ha raccolto, ora Damiano punta ad andare avanti facendo capire al governo che l’Ape partorita dal Ministero del Lavoro e da quello dell’Economia va discussa e modificata tenendo in considerazione quello che è il punto di vista dei diretti interessati.

Le ultime notizie sul caso precoci riportano quindi un pò di fiducia anche se oramai è chiaro a tutti che la vera battaglia sarà in autunno quando bisognerà preparare la Legge di Stabilità. Far capire al governo che i precoci ci sono è quindi un obbligo.

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