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Pensioni precoci news oggi 8 giugno: il 14 giugno la verità, ultime su parole Damiano

Il 14 giugno prossimo si terrà il nuovo incontro tra il governo e i sindacati in tema di pensioni. Sul tavolo del summit, stando alle news di oggi 8 giugno, ci sarà certamente la questione della pensione anticipata mentre, per quanto riguarda il caso dei lavoratori precoci, non ci sono comunicazioni ufficiali anche se, soprattutto negli ultimi giorni e in scia al risultato elettorale delle recenti elezioni amministrative, il presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Cesare Damiano, è tornato a rivendicare la necessità di un immediato intervento per i precoci. I diretti interessati, dal canto loro, sembrano avere esaurito la pazienza e così le ultime notizie sul loro caso, sembrano lasciar intendere che sia cresciuta la consapevolezza che si sia arrivati davvero all’ultima spiaggia.

Non ci vuole infatti la sfera di cristallo per capire che o il prossimo 14 giugno i precoci entreranno nell’agenda del governo oppure la strada per la risoluzione del loro caso potrà dirsi definitivamente chiusa e senza altre possibilità di appello. Quella del 14 giugno prossimo, quindi, è a tutti gli effetti l’ultima chiamata per i precoci.

Il contesto generale non sembra affatto essere positivo con il governo che, in tutte queste settimane, ha continuato a mantenere un atteggiamento molto duro. A parte, infatti, le recenti dichiarazioni del ministro del Lavoro Poletti, la linea ufficiale del governo in materia è che in tema di pensioni si procederà in base a una scala di priorità e, quindi, prima saranno individuate le risorse per chi è senza lavoro ma anche senza pensione e poi si affronteranno, nel caso, tutte le altre problematiche.

L’assenza di riferimento al caso precoci il prossimo 14 giugno avrebbe chiaramente anche un costo. Se il governo non si occupa della loro questione e se non viene accolta la proposta di legge di quota 41 formulata da Damiano, il destino sarà inevitabilmente quello dell’entrata in vigore dei rigidi meccanismi previsti della Legge Fornero e quindi quota 43 o addirittura 44 in pochissimi anni.

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