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Pensioni precoci news oggi 8 luglio: Damiano contro Boeri, l’INPS interpreta le leggi a svantaggio dei lavoratori

Settimane importanti per il futuro dei pensionati. Infatti il Governo è al lavoro sulla riforma delle pensioni da inserire nella prossima Legge di Stabilità. Cesare Damiano nei giorni scorsi ha indetto una conferenza stampa per presentare le 50.000 firme raccolta con la petizione online per l’introduzione di un criterio di flessibilità delle pensioni e per i lavoratori precoci. In particolare online sono state raccolte 30.000 firme e con i moduli cartacei circa 20.000.

Damiano continua a sostenere il disegno di legge 857 che contiene, tra le altre cose anche la quota 41 per i lavoratori precoci. Coloro che hanno iniziato da giovani a lavorare dovrebbero andare in pensione con 41 anni di contributi e senza penalizzazioni. Infatti sono le penalizzazioni ad essere al centro del dibattito politico. Si tratta di capire quali sono realmente le categorie deboli di cui parlava Nannicini riferendosi ad un piano che avrebbe azzerato le decurtazioni per alcuni lavoratori. Come sempre Damiano ha puntualizzato l’esigenza di inserire in un piano del genere i precoci, gli invalidi e gli esodati.

Secondo le news di oggi 8 luglio, il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera avrebbe commentato la relazione annuale di Tito Boeri, Presidente dell’INPS. Per Damiano nel suo intervento Boeri avrebbe toccato molti temi che vanno oltre la sola questione previdenziale, alcuni più condivisibili di altri. Il sostenitore della quota 41 per i lavoratori precoci ha rivelato di essere d’accordo con Boeri quando si parla di incentivi e di voucher. Diverso è il discorso sul tema delle salvaguardie. Damiano si è dimostrato totalmente in disaccordo con il numero 1 dell’INPS sul tema delle 7 salvaguardie degli esodati, essendo favorevole alla creazione dell’ottava. Inoltre per il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera l’INPS nelle sue circolari interpreterebbe le leggi a svantaggio dei lavoratori. In particolare Damiano si riferisce all’Opzione Donna per la quale l’interpretazione del testo di legge da  maturazione del requisito in decorrenza del trattamento pensionistico, ha allungato il periodo per le lavoratrici dai 15 ai 21 mesi ed è costato qualcosa come 2,5 miliardi di euro di copertura nell’ultima legge di Stabilità.

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