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Pensioni precoci, ultime news oggi 14 giugno: novità su parole di Damiano dopo incontro governo-sindacati

Continuano a trapelare informazioni sull’incontro che tra poche ore avverrà tra Governo e Sindacati. Infatti alle 14:30 il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini si troveranno faccia a faccia con i Sindacati di CGIL, CISL e UIL per discutere di pensioni anticipate e flessibilità lavorativa.

Secondo le ultime news di oggi Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, si sarebbe di nuovo pronunciato sulla questione relativa ai lavoratori precoci. Dalle indiscrezioni degli ultimi giorni era emerso che il Governo non fosse intenzionato a inserire nell’Ape i lavoratori precoci. L’Ape, progettata dal Governo, consiste nella possibilità prima del i nati tra il 1951 ed il 1953, e poi pian piano per i nati in anni successivi, di andare in pensione con tre anni di anticipo rispetto a quanto è previsto alla pensione di vecchiaia, con una maggiore flessibilità in uscita. Damiano aveva proposto la possibilità per i lavoratori precoci di andare in pensione con 41 anni di contributi invece dei 43 o 44 previsti con la Legge Fornero.

Dalle ultimissime sulle pensioni pare che Damiani sia fiducioso dell’incontro tra Governo e Sindacati di oggi. La sua speranza è quella che le due parti arrivino ad un accordo entro settembre, prima del referendum sulla Costituzione in modo da inserire la riforma delle pensioni in breve tempo nella Legge di Stabilità. Le ultime dichiarazioni del Governo Renzi farebbero ben sperare: la massima intesa con le parti sociali è infatti necessaria quando si parla di pensioni e flessibilità.

I precoci forti dell’appoggio di Damiano hanno continuato a raccogliere firme per la quota 41. Manca pochissimo al questo incontro decisivo tra Governo, CIGL, CISL e UIL per riuscire a mettere un punto sulle pensioni anticipate, sui lavoratori precoci, sugli esodati, sui lavori usuranti ma anche sulla flessibilità lavorativa e sulla proroga dell’opzione donna. A breve sarà possibile scoprire quanto realmente il Governo sarà disposto ad ascoltare e a prendere in considerazione la voce dei lavoratori sul tema delle pensioni.

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