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Pensioni, ultimissime su esodati e precoci: le parole di Poletti

Tutto quello che si poteva fare sulle pensioni è in discussione nella Legge di Stabilità, che sta proseguendo il suo iter in Parlamento, ed è dunque presente nella manovra. Con queste parole, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti racconta al Sole 24 Ore le ultimissime notizie sulle pensioni, soffermandosi in particolare sul tema delle pensioni precoci, della flessibilità in uscita e degli esodati. Dal canto suo, Poletti si dice con la coscienza a posto, avendo dunque vagliato ogni possibilità per risolvere i problemi relativi alla previdenza. 

Per quanto riguarda il tema degli esodati, Poletti afferma: “Siamo giunti quasi alla conclusione di questa situazione. Dobbiamo essere consapevoli che ci sono casi che non andrebbero inseriti nella tipologia degli esodati, vale a dire quei gruppi di lavoratori che con la legge Fornero si sono visti modificare intensamente la loro condizione e quindi vorrebbero superare quella riforma e tornare così alle condizioni precedenti. Eppure questo non è possibile tramite la logica dei veri esodati. In questo contesto il problema è diverso”.

Per ciò che concerne la flessibilità in uscita, Poletti ha invece ribadito che sarà tutto rimandato al 2016, anno nel quale “saremo in grado di fare una proposta sulla flessibilità in uscita dal lavoro”. Poletti ammette le responsabilità sulla mancata decisione presa in merito: “Non siamo stati ancora così bravi da riuscire a risolvere questo problema, figlio anche del fatto che la contabilità dello Stato deve disporre di una copertura nell’anno in cui si realizza”. Poletti si dice inoltre convinto che la soluzione flessibile in uscita, con l’introduzione del part-time negli ultimi 3 anni di vita professionale, rappresenti ancora la soluzione migliore per agevolare l’ingresso nel mercato del lavoro dei giovani e un’uscita più graduale da parte di chi sta per finire la sua vita lavorativa.

E a chi si auspica soluzioni troppo semplici, Poletti afferma che questo tipo di soluzioni non esiste, o meglio, può esistere, ma sconfinano spesso nell’ingiustizia: “Qualunque soluzione sull’argomento deve essere sostenibile sotto l’aspetto sociale, perciò gli eventuali ritocchi devono essere compatibili con una vita dignitosa e che rientri nel bilancio pubblico“.

Infine, l’ennesima bocciatura al piano proposto dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, che prevede la riduzione dei trattamenti pensionistici oltre i 3.500 euro lordi: “L’Inps ha la funzione di gestire il sistema previdenziale, mentre la responsabilità delle decisione è del Parlamento e del Governo”, chiosa.

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