Per Mario Monti l’Europa non deve più temere l’Italia

5 gennaio 2012 09:010 commentiDi:

Intervistato dal giornale francese “Le Figarò” Mario Monti risponde alla domanda sul perché di questo attacco  massiccio e brutale dei mercati contro l’economia italiana dall’estate scorsa, nonostante gli indici economici erano piuttosto buoni.

“Le nostre ‛basi’ effettivamente sono buone, se non addirittura molto buone. L’Italia non ha conosciuto il grande boom immobiliare della Spagna o il grande boom finanziario dell’Irlanda che si sono rivelati dannosi. Le famiglie italiane hanno un tasso di risparmio reale molto elevato e temono di ricorrere all’indebitamento. Il settore bancario si è tenuto lontano da quelle operazioni finanziarie molto sofisticate che hanno colpito il mondo anglosassone. La crisi dell’economia reale è stata meno grave rispetto ad alcuni paesi. Per quanto riguarda il debito del settore pubblico, resta contenuto. I mercati hanno attaccato l’Italia verso la metà del 2011, più tardi, quindi, rispetto agli altri paesi.  

E ci sono due motivi a questo: la maggioranza al governo ha rimesso in questione la sua politica di misure di bilancio subito dopo le elezioni regionali di maggio a loro sfavore, cosa che ha destabilizzato i mercati. Inoltre, il precedente governo non ha voluto ammettere la grave insufficienza della crescita ed ha trascurato le politiche di liberalizzazione che avrebbero rimediato a questa carenza. Verso giugno-luglio, le agenzie hanno lanciato avvertimenti che hanno aperto la strada agli attacchi dei mercati. L’Italia, tuttavia, è messa meglio della Spagna per quanto concerne il suo deficit, anche se il suo debito (120% del PIL) è storicamente più elevato. Bruxelles prevedeva in ottobre un’eccedenza “primaria„ (che esclude il servizio del debito) pari al 4% del PIL nel 2013. Dopo l’adozione della nostra manovra finanziaria di dicembre, abbiamo ritenuto che questo ‘surplus’ raggiunga almeno il 5% del PIL, contro una media europea dello 0,5%. 


Alla domanda del giornalista francese “L’Europa può avere ancora timore dell’Italia nel momento in cui la Grecia e la Spagna dovessero incontrare nuove difficoltà? 

Monti risponde: “L’Europa non ha più nessuna ragione di avere timore dell’Italia. Disponiamo di una materia prima molto rara in Europa, il consenso di fondo dell’opinione pubblica a favore dell’integrazione europea. Sono stato commissario europeo per dieci anni. Il presidente della repubblica italiana è un europeo molto convinto. Abbiamo posto l’Europa al centro delle nostre preoccupazioni; concentrando i nostri sforzi sul rispetto dei vincoli europei che Silvio Berlusconi si è visto costretto ad accettare in una situazione di emergenza, compreso il ritorno all’equilibrio di bilancio nel 2013, che abbiamo tradotto in misure concrete. Nessun timore dunque. Gli italiani hanno accettato con una flemma quasi britannica le misure molto pesanti che sono state loro imposte. Hanno dato la miglior prova del “senso di responsabilità”  ammirevoli, se pensiamo che la ribellione si è risolta con sole tre ore di sciopero. Gli italiani capiscono che a seguito di queste misure pesanti chi ne fruirà saranno le generazioni future”. 

E tutti gli analisti concordano che l’Italia ha fatto bene il suo dovere.

 

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Ultimo aggiornamento 05 gennaio 2011 ore 10,01






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