Per Standard & Poor’s il Governo Letta non influisce sul rating

30 aprile 2013 12:390 commenti

Standard Poor's

Non cambia niente. Per il momento Standard & Poor’s conferma il rating italiano a seguito dell’introduzione del nuovo governo guidato da Enrico Letta.

In futuro, però, non è detto che le cose non cambino. Secondo la nota agenzia i rischi che si corrono sono molti e non è da dare per scontato che l’economia si riprenderà nella seconda metà del 2013.

Al momento il rating è confermato a BBB+, con il seguente comunicato da parte di S&P: “La formazione del nuovo governo guidato dal premier Enrico Letta non ha immediate implicazioni per il rating dell’Italia”.

Resta da capire se le riforme prodotte dalla nuova coalizione garantiranno una crescita. Per il momento, dalle parole di Enrico Letta sembra essere stata percepita l’intenzione di rallentare ma non di cambiare la velocità di risanamento.


Standard & Poor’s ha inoltre spiegato: “Sappiamo che la legge elettorale potrebbe essere riformata e questo, a nostro avviso, rafforzerebbe la capacità di azione dei futuri governi”.

L’agenzia di rating ha poi fatto sapere che c’è molto poco margine per la flessibilità fiscale del nostro Paese, dal momento che il debito è a circa il 125% del Pil stando ai dati di fine 2012. Si tratta del 22% in più rispetto alla fine del 2007.

Per l’agenzia “Un’inversione rispetto alle recenti misure di entrate non sarebbe compatibile con le nostre attese di un picco del debito alla fine di quest’anno. Riteniamo che ci sia un significativo rischio che l’economia italiana possa non riprendersi nella seconda metà del 2013”. Le banche risentono molto della debolezza economica del Paese.






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