Perché le banche devono ricapitalizzarsi in vista degli stress test della BCE?

23 maggio 2014 15:270 commentiDi:

bce

Solo alcuni giorni fa è stata data la notizia che una delle principali banche europee, la Deutsche Bank in Germania, ha varato un piano di ricapitalizzazione di circa 8 miliardi di euro, pari più o meno a quanto spenderanno in totale le banche italiane per compiere la stessa operazione. La ricapitalizzazione per un istituto bancario è una manovra decisamente importante e necessaria in questo periodo per superare gli stress test a cui la Banca Centrale Europea sta sottoponendo le banche del Vecchio Continente. 

Cosa sono gli stress test a cui vengono sottoposte le banche

Gli stress test continueranno infatti anche nei prossimi mesi. Ma perché appare per le banche così importante compiere una nuova capitalizzazione? Le ragioni di questa necessità devono essere ravvisate nei fatti accaduti a livello finanziario alcuni anni fa.


Nel corso del mese di settembre 2008, infatti, il mondo intero ha assistito al fallimento di uno dei più grandi gruppi bancari americani, il gruppo Lehman Brothers, per il quale è stata poi applicata in via del tutto straordinaria la procedura nota sotto il nome di Chapter 11. Nonostante si sia cercato negli Stati Uniti di evitare il peggio, le conseguenze negative di questo fenomeno si sono risentite in diverse parti del globo, Europa compresa.

Il programma degli stress test a cui saranno sottoposte le banche nel 2014

Solo alcuni anni dopo, inoltre, si sono compresi a pieno i rischi a cui fallimenti delle grandi banche espongono le nazioni del mondo. La crisi economica globale è stata generata proprio da tale situazione e per salvare il sistema bancario, che rischiava di andare in tilt, molti Stati sono stati costretti ad un ulteriore indebitamento.

Ai livelli attuali un ulteriore indebitamento non sarebbe però possibile e per questo motivo le grandi istituzioni monetarie, come la Banca Centrale Europea, la Federal Reserve e la Banca di Inghilterra stanno vigilando affinché all’interno de bilanci delle banche si conservi un equilibrio tra il capitale proprio, cioè il patrimonio della banca, e l’attivo di bilancio, ovvero l’insieme di prestiti, finanziamenti e partecipazioni. Per non ripetere un’altra Leheman.






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