Permessi e distacchi sindacali ridotti nella Pubblica Amministrazione a partire da settembre

26 agosto 2014 15:070 commentiDi:

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I dipendenti della Pubblica Amministrazione italiana a partire dal 1 settembre 2014 vedranno cambiare alcune disposizioni relative al loro contratto. In particolare verranno infatti ridotte del 50 per cento le ore fino ad oggi conteggiate nella retribuzione per permessi e distacchi sindacali, in ottemperanza a quanto previsto dalla riforma della Pubblica Amministrazione. 

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Il Ministro Marianna Madia ha infatti firmato proprio nelle ultime ore una circolare attuativa delle misure contenute all’interno del decreto legge, che fanno entrare in vigore la nuova norma. I dipendenti del settore pubblico, quindi, a partire da settembre avranno meno ore retribuite a disposizione da dedicare ad attività di informazione e consultazione di tipo sindacale in seguito a quanto previsto dalle esigenze della spending review.

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I permessi sindacali fino ad oggi erano stati calcolati in ore, mentre i per i distacchi sindacali la normativa precedente prevedeva sia una sospensione dell’attività lavorativa di tipo parziale che di tipo totale, in modo tale da potersi dedicare all’attività sindacale.

Secondo i calcoli del sindacato queste nuove misure interesseranno almeno un milione di lavoratori attivi nel settore pubblico. Soprattutto coloro che negli anni hanno beneficiato dei distacchi sindacali, in particolare di quello con estensione full – time, dovranno ora riprendere il loro ruolo attivo in amministrazione.

Ci saranno però anche delle categorie del settore pubblico a cui queste nuove disposizioni non saranno applicate. Le categorie di dipendenti pubblici in questione saranno le Rappresentanze sindacali unitarie, o RSU, e le Forze di Polizia ad ordinamento civile, insieme al corpo dei Vigili del Fuoco.

Entro il 31 agosto 2014, quindi, i sindacati dovranno comunicare i nomi e i dati di coloro che saranno interessati dalle misure.

 

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