Più contratti a tempo indeterminato e più flessibilità: i dati dell’Osservatorio INPS

Il Jobs Act funziona, ha affermato Matteo Renzi con un tweet, perché porta più diritti e più lavoro: lo rivelano i dati dell’Osservatorio INPS, che ha comunicato anche come gli italiani, allo scopo di avere più soldi e maggiori prospettive di carriera, si siano ormai abituati alla flessibilità e dunque al precariato. Ma c’è anche chi può pensare che il Jobs Act sia un flop, perché se è vero che aumentano i tempi indeterminati, è altrettanto vero che aumentano anche le cessazioni. 

E così nei primi 8 mesi del 2015 le assunzioni con contratto a tempo indeterminato hanno registrato circa 800 mila unità, con un incremento rispetto allo stesso periodo del 2014 di circa 319 mila contratti a tempo indeterminato. In tutto sono stati siglati 1.164.866 contratti, con un aumento di circa 300 mila unità in più rispetto allo scorso anno, e con un incremento del 34,6%. Allo stesso modo, però, sempre facendo riferimento al confronto con l’anno scorso, si è registrato un 2,2% di cessazioni di contratti in più.

Sotto l’aspetto delle retribuzioni, si riducono quelle mensili inferiori a 1.000 euro, che ormai rappresentano il 5,5% della quota, ovvero 0,9 punti percentuali in meno rispetto allo scorso anno. Si riducono però anche le retribuzioni comprese nella fascia 1.001-1.250 euro (8%, ovvero -0,8 punti percentuali rispetto al 2014), mentre le retribuzioni comprese tra la fascia 1.251-1.500 euro diminuisce di soli 0,1 punti percentuali passando così al 22,5% nel 2015. Aumentano dello 0,8% i rapporti professionali collocati nella fascia retributiva 1.501-1.750 euro, e dello 0,7% i rapporti contrattuali con retribuzione fino a 2.000 euro.

Secondo il rapporto stilato da Community Media Research e commissionato dalla Stampa, il posto fisso è ormai diventato un’utopia per gli italiani, che si stanno sempre di più adattando a una maggiore flessibilità, con il rischio di diventare precari da un giorno all’altro. Tuttavia, gli stimoli che spingono di più gli italiani a essere flessibili sono le prospettive di crescita professionale e di retribuzione.

 

Loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *