Home / economia / Poste italiane, rivoluzione in vista: consegne senza tempo

Poste italiane, rivoluzione in vista: consegne senza tempo

Ormai è una vera e propria svolta quella di Poste Italiane, in quanto da un paio di giorni è arrivata la fantastica notizia che la consegna dei nostri pacchi avverrà anche di sabato e anche nel tardo pomeriggio della giornata; c’è da dire che questa la si può, senza dubbio, evidenziare come una vera e propria rivoluzione nel mondo della consegna dei pacchi, in quanto possiamo vedere di come verranno ridotte le tempistiche della spedizione dei nostri oggetti comprati su Internet.

Inoltre Poste Italiane non si è fermata solo a questa vera e propria rivoluzione, in quanto ha implementato maggiormente il suo servizio delle spedizione per appuntamento, in modo che potremo ritirare anche i nostri articoli comprati online direttamente nei negozi convenzionati, più comodamente, dai siti sui quali abbiamo fatto shopping.

Questo fantastico progetto di Poste Italiane è partito solo da un mese e conferma che dall’inizio di questa svolta le consegne dei pacchi sono aumentate del 50% e di conseguenza anche le tempistiche per ricevere i pacchi sono drasticamente diminuite.

Questa novità assoluta non ha fatto altro che rendere felici tutte le persone che comprano quotidianamente su Internet i loro oggetti di uso quotidiano, in modo tale da poter anche eliminare il problema dell’impazienza della spedizione. Inoltre si vocifera anche che i tempi di lavoro dei diversi postini si è allungato fino alle 19.45 in modo che fino a quell’ora possiamo avere la “speranza” della ricezione dei nostri pacchi. Ovviamente da questo punto di vista, fortunatamente, nessun postino è subordinato dall’essere sfruttato per oltre 12 ore lavorative, ma Poste Italiane ha deciso di implementare questo fantastico servizio con l’assunzione di ulteriori postini, per rendere il suo servizio praticamente impeccabile.

Poste Italiane: si consegna anche di Sabato

Con la rivoluzione dei pacchi cambierà anche la figura del postino in sé, in quanto dovendo fare molte più spedizioni, avranno a che fare anche loro con una rivoluzione dal punto di vista automobilistico, in quanto non saranno più muniti delle loro “famose” biciclette, ma anche i loro spostamenti saranno resi più sicuri su tricicli o quattro ruote, in modo che la loro ovvia sicurezza non venga mai messa in pericolo.

Insomma sotto tutti i punti di vista questa rivoluzione renderà felice sicuramente chi riceverà molti più pacchi in meno tempo ma anche i postini che potranno, senza dubbio, sentirsi più sicuri su mezzi adatti al loro trasporto e lavoro.

Questa di Poste Italiane è una vera e propria rivoluzione con la quale sicuramente la renderà, e confermerà, la fonte primaria e più importante per le spedizioni nel nostro territorio; una svolta come questa ci voleva da diversi anni, soprattutto con l’aumento esponenziale delle persone che ormai non fanno altro che comprare su Internet ed aspettare tutto ciò che hanno acquistato comodamente a casa loro: senza dubbio con questa innovazione assoluta sia il commercio che le spedizioni ne beneficeranno in maniera incredibile.

Dimenticatevi il vecchio portalettere, tutto cambia – mail certificate e Amazon sono le due ultime picconate – e Poste Italiane si avvia a rivoluzionare anche a Genova il sistema delle consegne. Come già avveniva in provincia non saranno più giornaliere ma a giorni alterni per tutto ciò che è posta non raccomandata. Quest’ultima invece – novità assoluta – sarà consegnata al pomeriggio. E l’esercito dei portalettere sarà “tagliato” di 160 unità nel quadro dell’accordo nazionale.

Il postino suona di sera

Si parte da un dato di fatto: diminuiscono sempre di più gli italiani che inviano lettere o cartoline (sostituite dalle foto whatsapp) mentre sono in continuo aumento gli e-shopper, vale a dire coloro che fanno acquisti online. Che, ovviamente, hanno richieste ed esigenze diverse riguardo ai tempi e alle modalità di consegna. In questo scenario in progressiva evoluzione si inserisce la riorganizzazione lanciata da Poste italiane che a Genova parte dal centro recapito di Sestri assunto a modello del nuovo corso.

Ma cosa cambia esattamente? Il nuovo sistema sposta gli orari di consegna per i prodotti cosiddetti e-commerce ma anche per raccomandate e assicurate. Prepariamoci quindi a riceve le consegne non più solo al mattino, ma tutto il giorno fino alle 19.45, al sabato fino alle 14 e, su richiesta, anche la domenica e i festivi. Mentre la corrispondenza tradizionale continuerà ad arrivare nella fascia mattutina, ma solo a giorni alterni.

Secondo Poste Italiane il nuovo sistema – due reti ben distinte ma integrate, turni di lavoro solo al mattino e turni solo pomeridiani – è una svolta imposta dalla valanga di pacchi che sta travolgendo il mondo e l’Italia, pur con numeri diversi: da noi si viaggia su uno o due acquisti pro capite online all’anno mentre negli altri Paesi le cifre sono cinque volte superiori. A fronte di un impressionante ridimensionamento della vecchia corrispondenza cartacea, con un calo del 57% – tra il 2005 e oggi – del volume di posta in circolazione. E ora si volta pagina, con la sorpresa del postino che suona alla porta di casa anche al pomeriggio, una novità che, per il momento, interesserà solo alcuni uffici.

Poste Italiane assume nuovamente  Postini/Portalettere per la stagione primaverile/estiva. I candidati verranno impiegati per il servizio di consegna della posta. Non si richiedono requisiti particolari, oltre la patente, l’assunzione è valida su tutto il territorio italiano. Scopri come candidarti.  

IL GRUPPO

Poste italiane S.p.A. è una delle più importanti società italiane di servizi e si occupa della gestione del servizio postale e della corrispondenza nel nostro Paese contando su una rete capillare di uffici postali. La società per azioni, il cui capitale è detenuto al 100% dallo Stato italiano tramite il Ministero dell’Economia e delle Finanze, propone anche servizi finanziari, investimenti, bancoposta, servizi assicurativi e per la telefonia mobile.

PIANO ASSUNZIONI 2015-2020

Queste assunzioni fanno parte del famoso  Piano assunzioni poste italiane 2015-2020 che offrirà la creazione di ben 8000 mila nuovi posti di lavoro, di cui la metà per i giovani. I contratti saranno inizialmente a tempo determinato, con possibile proroga a discrezione dell’azienda.

Sedi di lavoro

Le selezioni sono aperte per la copertura di posti di lavoro Poste presso le seguenti aree in Italia, dal Nord al Centro e al Sud:

  • Piemonte – Torino, Vercelli, Novara, Cuneo, Asti, Alessandria, Biella, Verbano Cusio Ossola;
  •  Valle d’Aosta – Aosta;
  • Liguria – Imperia, Savona, Genova, La Spezia;
  • Lombardia – Varese, Como, Sondrio, Milano, Bergamo, Brescia, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi, Monza e Brianza;
  • Emilia Romagna – Piacenza, Parma, Reggio nell’Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì Cesena, Rimini;
  • Marche – Pesaro e Urbino, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo;
  • Molise – Campobasso, Isernia;
  • Puglia – Foggia, Bari, Taranto, Brindisi, Lecce, Barletta Andria Trani;
  • Basilicata – Potenza, Matera;
  • Lazio – Viterbo, Rieti, Roma, Latina, Frosinone;
  • Abruzzo – L’Aquila, Teramo, Pescara, Chieti;
  • Sardegna – Sassari, Nuoro, Cagliari, Oristano, Olbia Tempio, Ogliastra, Medio Campidano, Carbonia Iglesias;
  • Sicilia – Trapani, Palermo, Messina, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Catania, Ragusa, Siracusa;
  • Toscana – Massa Carrara, Lucca, Pistoia, Firenze, Livorno, Pisa, Arezzo, Siena, Grosseto, Prato;
  • Umbria – Perugia, Terni;
  • Campania – Caserta, Benevento, Napoli, Avellino, Salerno;
  • Calabria – Cosenza, Catanzaro, Reggio di Calabria, Crotone, Vibo Valentia.
  • Trentino Alto Adige – Bolzano, Trento;
  • Veneto – Verona, Vicenza, Belluno, Treviso, Venezia, Padova, Rovigo;
  • Friuli Venezia Giulia – Udine, Gorizia, Trieste, Pordenone.Si può scegliere una sola area territoriale di preferenza.

Da questi dati possiamo evincere che queste assunzioni sono valide per quasi la totalità del territorio italiano.

Requisiti richiesti per Poste Italiane

Per poter essere selezionati occorre avere i seguenti richiesti:

  • essere diplomati o laureati, in particolare possedere un diploma di scuola media superiore con voto minimo 70/100 oppure diploma di laurea, anche triennale, con voto minimo 102/110;
  • patente di guida in corso di validità;
  • idoneità alla guida del motomezzo aziendale (generalmente è il motorino Piaggio liberty 125 cc);
  • certificato medico di idoneità generica al lavoro rilasciato dalla USL/ASL di appartenenza o dal proprio medico curante (con indicazione sullo stesso certificato del numero di registrazione del medico presso la propria USL/ASL di appartenenza);
  • per la sola provincia di Bolzano, patentino del bilinguismo.Non sono richieste conoscenze specifiche.

Poste Italiane ha fatto sapere che nei prossimi cinque anni saranno effettuate 10 mila nuove assunzioni. Queste farebbero parte del Piano deliver 2022 per Poste Italiane. Queste assunzioni riguarderanno delle figure professionali qualificate a fronte di una riduzione media annua di 3000 lavoratori con 100 milioni di euro destinati ad incentivi di prepensionamento. Questo piano strategico è stato lanciato proprio nei giorni scorsi e riguarda gli anni che vanno dal 2018 al 2022 ed è stato firmato dall’AD Matteo del Fante con il solo obiettivo di un utile netto in crescita media l’anno del 13% a 1,2 miliardi nel 2022. Questo piano prevede Inoltre degli investimenti per 2,8 miliardi a sostegno di automazione e digitalizzazione riorganizzazione del modello di servizio e prevede Inoltre una politica dei dividendi basata sul livello 2017 di 0,42 euro per azione con un aumento del 5% l’anno, fino al 2020 oltre che un payout minimo del 60% dal 2021 in poi.

“Vogliamo sfruttare la dinamica del mercato e sfruttare la crescita dell’e-commerce. Corrispondenza e pacchi rappresenteranno sempre il cuore delle attività di Poste”, ha detto l’ad di Poste, Matteo Del Fante, illustrando agli analisti il piano strategico al 2022. L’obiettivo è quello di dare ai clienti un borsellino elettronico ovviamente parlando di pagamenti digitali. “Siamo leader nel settore. Il 25% delle transazioni viene fatto con carte Poste. Siamo un operatore importante del settore mobile e osserviamo che, gradualmente, sui mercati più giovani, come quello asiatico, i pagamenti si muovono sempre più su smartphone e sempre meno su plastica“, ha spiegato ancora Del Fante. Delle diecimila nuove figure professionali circa la metà sarà composta da esperti in ambito finanziario e assicurativo. E’ questo Quanto emerso dal comunicato di deliver 2022.

Per quanto riguarda la distribuzione e la formazione del personale, 4500 dei dipendenti in servizio fare saranno riassegnati ad un ruolo commerciale di Frontline con circa 20 milioni di ore di formazione previste nel periodo 2018-2022. “Oltre la metà dell’organico di Poste Italiane attuale andrà in pensione nei prossimi dieci anni permettendo così l’assunzione di nuove figure professionali qualificate e di giovani talenti”, spiega Poste. Stando a quanto riferito sembra che Poste italiane amplierà la sua offerta nell’ambito dei servizi di gestione del risparmio ed ancora potenzierà oltre 1500 uffici postali integrando una vera suite completa di prodotti digitali e rafforzerà il suo modello di copertura e clienti al fine di massimizzare le opportunità di Cross selling.

Investirà Inoltre 0,5 miliardi in information technology e analisi dati al fine di poter supportare in modo migliore il personale commerciale di Frontline e poter consentire un approccio di vendita che sia più mirato. Riguardo i servizi finanziari, Poste realizzerà una crescita sostenibile con un’allocazione più efficiente del capitale, sostenuta da una gamma completa ed ampliata di prodotti, inclusa la distribuzione di prestiti offerti da terzi, riducendo al contempo in maniera graduale la dipendenza dai ricavi non ricorrenti lungo l’arco del piano, anche grazie all’aumento dei margini sul risparmio postale prodotto dal nuovo accordo con Cassa Depositi e Prestiti”.

Risarcimento per danni disservizio a carico di poste italiane: ulteriori informazioni

Giudice di pace Antonio Capozzolo, condannato Poste Italiane a pagamento di €1600, come, risarcimento danno per ritardi sulla restituzione di soldi di due libretti dormienti e per gli interessi maturati dai clienti e mai pagati. Questo oltre al pagamento delle spese legali, e della perizia fidata dalle parti lese al tecnico Giuseppe Colucci. Una sentenza quella di avvenuta dall’avvocato fiordalisi, che potrà fare giurisprudenza. Secondo il giudice di pace infatti, l’ente pubblico deve inviare una comunicazione al titolare del rapporto, mediante lettera raccomandata, con avviso di ricevimento e soltanto dopo 180 giorni se non avrà ricevuto risposta o se il rapporto non è stato riabilitato, quel denaro potrà essere trasferita al fondo dei rapporti dormienti.

Spedizioni mai arrivate a destinazione, addirittura sparite? Ti è arrivato un pacco, con il contenuto danneggiato o scomparso? I disservizi delle Poste Italiane posso essere diversi, ma in questi casi puoi chiedere un rimborso o inviare un reclamo, seguendo i passaggi del nostro speciale.

Come reclamare?

Per poter effettuare un reclamo, al di là del singolo caso particolare, valgono alcune regole generali:

  • il reclamo deve essere presentato dal mittente, dal destinatario o da una persona delegata, ma è possibile anche affidarsi a un’associazione di consumatori, come Altroconsumo;
  • il modo più semplice per presentarlo è compilare e inviare on line l’apposito modulo sul sito delle Poste oppure inviare una lettera di reclamo (scaricabile sul sito delle Poste) compilata in tutte le sue parti mediante PEC all’indirizzo reclamiretail@postecert.it, ma puoi farlo anche direttamente all’ufficio postale, spedire una raccomandata a.r. alla “Casella postale 160-01444 Roma” oppure mandare un fax al numero 0698686415. I reclami a mezzo fax devono indicare, a pena di improcedibilità, i riferimenti telefonici, l’indirizzo e-mail e l’indirizzo di domicilio del proponente;
  • al reclamo bisogna allegare i documenti idonei per permettere, alle Poste o alle Autorità, di capire cosa sia successo. Se, per esempio, hai fatto una spedizione e non è mai arrivata a destinazione, devi allegare una copia della ricevuta (quella che ti hanno consegnato al centro postale). Se, invece, hai ricevuto un pacco, danneggiato o manomesso, devi aggiungere una copia della distinta di accettazione (il foglio che ti ha fatto firmare il postino) o, in caso di pacchi, una copia della lettera di vettura (il foglio contenuto all’interno del pacco).

Quanto devo aspettare?

Le Poste Italiane dovrebbero fornire una risposta entro 45 giorni dalla ricezione del reclamo. Nel caso questo non succeda o se dovessi ricevere una risposta negativa, se sei socio, puoi chiamare la nostra consulenza giuridica al numero di telefono 02 6961550, dal lunedì al venerdì (9.00/13.00-14.00/18.00). Altroconsumo ha sottoscritto con Poste una procedura di conciliazione per la soluzione delle controversie fino a 600 euro, senza alcun costo.

Posta ordinaria: nessuna conciliazione

Non hai ricevuto la rivista a cui sei abbonato o la bolletta secondo i tempi stabiliti? Nel caso di disservizi riguardanti la posta ordinaria non si può procedere con la conciliazione. L’alternativa, in questo caso, è inviare una segnalazione, tramite il Modello P, all’Agcom per denunciare le violazioni degli obblighi che sono tenuti a rispettare tutti i servizi di corrispondenza, sia i corrieri privati sia le Poste. Il Modello P, però, non serve per ottenere un rimborso o un indennizzo, ma solamente per aiutare l’Autorità a controllare gli standard qualitativi. Ricorda di completarlo in modo corretto e di allegare tutta la documentazionerichiesta.

Se invece delle Poste hai usato un altro corriere e qualcosa è andato storto puoi inviare un reclamo con il nostro servizio Reclama Facile.

Significativo riconoscimento della Giudicatura di Pace di Avellino in materia di danno biologico da stress professionale .

Con la sent. n. 65/2001 del 01.02.01(est. G.d.P. Mariotti) viene accolta la richiesta di risarcimento formulata da due legali del Foro di Benevento vittime di un disservizio delle Poste Italiane S.p.a., che poteva costare la vanificazione di una delicata procedura cautelare.

Emblematica la vicenda sottoposta alla decisione della Giustizia onoraria.

A soli due giorni dalla scadenza del termine fissato dal Presidente del Tribunale di Benevento, perveniva l’omessa notifica di un atto giudiziario da effettuarsi in Avellino. Immediati accertamenti telefonici con lo stesso destinatario rendevano la mancata consegna dell’atto assolutamente ingiustificata.

La presunta omissione dell’ufficiale postale comportava la necessità per i due professionisti di effettuare nuovamente, ed in un’unica drammatica mattinata, gli adempimenti del caso (rilascio copie provvedimento con relativi bolli ecc. ecc.). A ciò si aggiungeva per i malcapitati la successiva corsa in auto ad Avellino per disporre la notifica, a mani e con urgenza, da parte dell’Ufficiale Giudiziario del Tribunale irpino. Il tutto a sole 48 ore dalla scadenza del termine.

L’impresa si concludeva felicemente con il ricevimento dell’atto da parte del destinatario e la salvezza della procedura.

Alle successive rimostranze dei colleghi, le Poste Italiane S.p.a. rispondevano semplicemente scusandosi per “l’involontario ed occasionale disservizio”.

La dignità ed il decoro professionale che tanti operatori del diritto cercano di trasfondere quotidianamente in un mondo in cui tutto sembra relativo ed opinabile, ad eccezione dei tempi e dei costi delle procedure giudiziarie, imponeva ai due colleghi l’azione nei confronti della Società esercente il servizio postale.

Il successivo atto di citazione veniva imperniato in diritto sull’ingiusto danno patrimoniale subito per l’aggravio dei costi e sulla richiesta di riconoscimento del danno biologico da stress, ampiamente provato dalla tempistica della documentazione giudiziaria depositata oltre che, ad abundantiam, dalle ricevute autostradali attestanti il vero e proprio “viaggio della speranza” presso il competente Foro di Avellino.

Alcuno essendo comparso per la Convenuta, il Giudice di Pace, valutati gli atti e le circostanze concludeva il Giudizio decidendo per l’accoglimento della domanda attorea nei termini riportati nella presente Sentenza.

In perfetta linea con la giurisprudenza onoraria (cfr. G.d.P. Perugia n. 115/2000 – G.d.P. Roma 39233/96) circa il danno da stress ed ansia causato da un illecito comportamento od omissione di una pubblica amministrazione, il Giudice estensore amplia la sfera di riconoscimento del danno biologico anche agli ingiustificati disservizi dei soggetti privati esercenti un servizio di pubblica utilità.

Tralasciando ogni superflua considerazione sul carattere pubblicistico dell’attività dell’Ufficiale postale, il giudicante, accertato il danno patrimoniale degli istanti in applicazione dell’art. 32 della Costituzione riconosce anche il danno alla salute.

Efficacie e condivisibile la motivazione in cui si sottolinea che: “…lo stress cui è sottoposto l’avvocato normalmente nelle difese e nei rapporti con i magistrati e comunque con gli uffici pubblici è già di per sé gravoso…; se a questo viene aggiunto il disservizio di tali uffici pubblici in generale … è di tutta evidenza, soprattutto quando si tratta di cause o di procedure particolarmente importanti, che esso diviene esasperante”.

La conclusiva commisurazione del relativo danno ad una “rilassante settimana bianca” pur risultando volutamente grottesca, rafforza la valenza del dispositivo che diviene esso stesso l’autorevole denuncia di una realtà lavorativa, per il legale ed il professionista in genere, fatta di lungaggini burocratiche e costose corse contro il tempo e l’inefficienza.

Al di là del marketing pubblicitario di cui si è inondati quotidianamente, lo stato dei servizi essenziali pubblici e privati rappresenta una vera giungla piena di insidie per il cittadino. L’utente-avvocato può risultare più avveduto e proprio per questo ha il dovere di tutelare oltre a sé chi troppo spesso finisce per subire passivamente disservizi costosi ed inaccettabili.

La Giudicatura di Pace conferma ancora una volta il proprio ruolo di prima linea nella tutela del cittadino-utente e la propria attitudine divenire il principale agone del contenzioso tra consumatore ed i soggetti pubblici e privati erogatori di servizi.

 R accomandate sparite, pacchi mai arrivati. I disservizi postali capitano, e pure con una certa frequenza. Nel 2013 Poste Italiane ha ricevuto oltre 200 mila reclami per tutti i servizi che svolge, dei quali almeno 55 mila erano legati al servizio postale propriamente detto e riguardavano il mancato recapito o il recapito tardivo di lettere e pacchi, il mancato recapito dell’avviso di ricevimento, il mancato oppure errato rimborso del contrassegno e il danneggiamento o la manomissione della lettera oppure del pacco. Difendersi non è facile: solo 6.355 reclami sulle spedizioni sono stati rimborsati o indennizzati. Però conoscendo bene come funziona il sistema, e con il nostro aiuto, è possibile farsi valere.

Conoscere il prodotto Nelle schede alle pagine 22 e 23 riportiamo le caratteristiche dei principali “prodotti di spedizione” delle Poste. Sono indicati i tempi entro i quali il servizio dovrebbe essere svolto, i tempi per i reclami e gli importi previsti per il rimborso, divisi fra le varie casistiche. In ogni caso, al di là del singolo caso particolare, valgono comunque alcune istruzioni generali. > Il reclamo deve essere presentato dal mittente, dal destinatario o da una persona delegata. È possibile anche delegare un’associazione di consumatori. Il modo più semplice per presentarlo è compilare l’apposito modulo, che si trova sul sito delle Poste (all’indirizzo http://www. poste.it/online/reclami/servizi-postali/) oppure inviare una Pec (posta elettronica certificata) all’indirizzo reclamiretail@ postecert.it. > Per chi fosse poco avezzo all’uso del computer, è possibile fare un reclamo direttamente all’ufficio postale, spedire una raccomandata a.r. alla “Casella postale 160 – 00144 Roma” o, infine, mandare un fax al numero 06.986.864.15.

In quest’ultimo caso, bisogna indicare il numero di telefono, l’indirizzo di posta elettronica e l’indirizzo di domicilio di chi firma il reclamo. Se mancano questi dati, le Poste considereranno irricevibile il reclamo, che sarà cestinato. Attenzione, dunque, a fare tutto per bene: tenete infatti presente che sugli oltre 200 mila reclami ricevuti nel 2013, 10 mila sono stati considerati irricevibili. > Al reclamo bisogna allegare copia della ricevuta di spedizione oppure della distinta di accettazione o, per i pacchi, della lettera di vettura. In caso di reclami via email o telefonici, la documentazione dovrà poi essere consegnata tramite un ufficio postale o alla casella postale di Roma. Tempi e rimborsi Poste dovrebbe fornire una risposta entro 45 giorni dalla ricezione del reclamo, se riguarda un servizio nazionale. Se, invece, è un problema internazionale, tutto dipende dai tempi di risposta del servizio del Paese coinvolto. Entro 45 giorni Poste potrebbe pertanto fornire anche solo la verifica di quanto successo nella tratta di sua competenza. Ci potrebbe volere più tempo per la risposta dall’estero. Nel caso della posta registrata o tracciata, i tempi sono di 45 giorni dalla ricezione della ricevute di spedizione o della distinta di accettazione o della lettera di vettura.

Il rimborso si ottiene tramite assegno postale (incassabile in ogni ufficio postale) o accredito sul conto corrente Bancoposta per i correntisti e il pagamento viene emesso entro 40 giorni lavorativi dalla comunicazione dell’esito del reclamo. Se Poste dice no Cosa succede se il reclamo viene respinto? La prima strada è rivolgersi a un’associazione di consumatori. Altroconsumo, e altre associazioni, hanno sottoscritto con Poste una procedura di conciliazione per la soluzione delle controversie, fino a un valore di rimborso di 600 euro. Non c’è alcun costo: bisogna usare i moduli ritirabili presso di noi, negli uffici postali o stampabili dal sito poste.it. La domanda può essere inoltrata entro 45 giorni dalla risposta negativa o insoddifacente al reclamo oppure, in caso di mancata risposta al reclamo da parte delle Poste, entro ulteriori 45 giorni passati i 45 previsti per la risposta ai reclami. La procedura deve concludersi dopo 60 giorni, trascorsi i quali è possibile fare ricorso all’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (www.agcom.it).

In questo caso, il ricorso va presentato entro 90 giorni dalla conclusione della conciliazione. Al formulario, che si trova sul sito dell’Autorità e negli uffici postali, bisogna allegare la copia di un proprio documento d’identità, la copia del reclamo e la copia del verbale redatto in sede di conciliazione. La domanda può essere inoltrata tramite raccomandata a.r. all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni – Direzione servizi postali via Isonzo 21/b 00198 Roma, o all’indirizzo Pec: agcom@cert.agcom.it; o via fax al numero 06.696.449.26; o mediante consegna a mano con contestuale rilascio di ricevuta. Il procedimento deve concludersi entro 150 giorni dal ricevimento dell’istanza. Quando serve il tribunale Qualora Poste ammetta di avere torto, rimborserà solamente quanto previsto dal regolamento. Se il danno è maggiore (ad esempio la mancata partecipazione a un concorso perché la raccomandata non è mai arrivata) c’è sempre la possibilità di andare in giudizio a chiedere il risarcimento dei danni subìti. In questo caso, fino a 5.000 euro la competenza è del Giudice di pace, oltre del tribunale civile.

Per la prima volta in Italia una società di gestione ha sospeso il pagamento finale da parte di un fondo nel giorno stesso in cui era previsto.

Autrice dell’operazione è Vegagest Sgr (passata negli ultimi mesi da Cassa di Risparmio di Ferrara a Europa Investimenti), con riferimento al Fondo Europa Immobiare 1, collocato da Poste Italiane.

“La predetta sospensione è dovuta a circostanze straordinarie, come detto non prevedibili, inerenti alle attività di liquidazione delle partecipazioni dirette ed indirette del Fondo, attualmente soggette a verifiche di carattere amministrativo, contabile, legale e fiscale” ha proeguito in una nota ufficiale Vegagest Sgr, “i cui esiti verranno resi noti non appena terminati gli accertamenti del caso e verificati eventuali impatti sul rendiconto finale di liquidazione approvato in data 1 Marzo 2018, che, se del caso, dovrà essere conseguentemente oggetto di aggiornamento o modifica, nei minori termini tecnicamente possibili.

“Vegagest Sgr apparteneva alla Cassa di Risparmio di Ferrara, Carife, posta in liquidazione coatta” segnala l’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc). “Uno dei motivi per cui Carife è finita in dissesto nasce da una storia di finanziamenti allegri concessi alla controllata Vegagest per l’acquisto di terreni in precedenza comprati per cifre molto inferiori e poi ceduti ai fondi della Vegagest a prezzo enormemente superiore.

“Operazioni ideate, secondo la Procura di Milano” ricostruisce l’Aduc, ” da Gennaro Murolo, ex direttore generale di Carife, assieme ad imprenditori del settore immobiliare. Il procedimento penale si è concluso con l’assoluzione per alcuni reati e la prescrizione di altri.”