Prelievo forzoso, l’Italia rischia davvero?

14 ottobre 2014 15:300 commentiDi:

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Nelle ultime settimane in Italia si è improvvisamente ritornati a parlare di prelievo forzoso. Si vocifera, infatti, che una delle strade che il governo italiano abbia davanti a sé in questo complesso momento storico sia quella di mettere le mani nelle tasche dei cittadini. O meglio sui loro conti correnti bancari, applicando un prelievo obbligatorio che abbia la finalità di assecondare gli obiettivi di bilancio, migliorando le disperate condizioni del deficit e del PIL tricolore. 

Prelievo forzoso sui conti correnti a breve anche in Italia?

Queste voci, non a caso, si sono diffuse in seguito all’esame degli ultimi dati economici in vista della definizione della Legge di Stabilità 2015. Come verranno trovate, infatti, le risorse necessarie ad abbassare il deficit e a ridurre il debito? Le soluzioni applicabili non sono ancora chiare ma intanto c’è chi si sente in dovere di mettere in guardia i contribuenti italiani o di rassicurarli in merito.


Da una parte Beppe Grillo, infatti, leader nel movimento 5 Stelle, ha invitato gli italiani a vendere le proprie obbligazioni e a non tenere in banca importi per un valore superiore ai 100 mila euro, sostenendo che la nazione si trova sull’orlo di un fallimento. Nel caso si verificasse un fenomeno del genere, i conti non verrebbero protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei depositi. In alternativa, il leader politico potrebbe anche avere ricevuto informazioni private su sorta di patrimoniale in arrivo a breve.

Ricordiamo intanto che il prelievo forzoso è stato messo effettivamente in atto nei confronti dei cittadini ciprioti, qualche anno fa, per ripagare parte del loro debito.

Una stessa apprensione nei confronti del prelievo forzoso si trova anche sul sito dell’Aduc, associazione dei diritti degli utenti e dei consumatori, che cerca suo malgrado di offrire rassicurazioni sulla non applicazione di tale sistema di tassazione.






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