Problema liquidità aziende italiane

30 dicembre 2012 12:260 commenti

C’è un destino comune per  il 70% delle aziende italiane. Stiamo parlando della mancanza di liquidità. Un espediente grave, che implica spesso la chiusura delle stesse. La causa di questo fenomeno molto rischioso è da ricercare nel ritardo dei pagamenti, che portano spesso a considerevoli perdite per i mancati incassi. Parliamo di perdite pari a 40,5 miliardi nell’arco di un anno.

Come descrivere questo ‘vizietto’ tipicamente italiano? Affidandosi alle parole della Cgia di Mestre e del suo segretario Giuseppe Bortolussi. Siamo di fronte a quello che è il (mal)rovescio della medaglia per quanto riguarda la crisi.

Un fattore negativi che si verifica sovente, quello della mancanza di liquidità dovuta alla mancanza dei pagamenti, e che trova le sue origini dannose in quella che è da definire come una particolarissima metodologia di pagamento. Le transazioni commerciali con altre imprese, al pari di quelle tra impresa e Pubblica amministrazione, contemplano tempi lunghissimi e prassi poco ortodosse.


TEMPI PAGAMENTO

Occorrono infatti, volendo fare un esempio, ben 96 giorni prima di concludere con successo una transazione commerciale con altre imprese. Il saldo arriva dunque nelle casse dell’azienda dopo più di tre mesi.

La situazione è ulteriormente peggiore se di mezzo vi sono le pubbliche amministrazioni. In questo caso si aspetta anche fino a 6 mesi.

Non riscontriamo miglioramenti nel rapporto commerciale tra imprese italiane e partner economici che afferiscono all’Unione Europea. Non cambiano i tempi, le procedure e le cause che ne conseguono.

Giuseppe Bortolussi indica un triste bilancio, parlando di numeri scomodi, e sottolineando che a uscirne sconfitte sono le piccole e micro imprese, vittime di un malcostume per il quale si studia da molto tempo una soluzione.

Direttiva europea

Una soluzione, per dirla tutta, forse c’è. Bortolussi spera nella Direttiva Europea istituita per prevenire il ritardo dei pagamenti.

La  Direttiva vincola il committente a pagare l’impresa entro e non oltre un mese dal momento in cui riceve la merce o dal momento in cui l’azienda emette fattura.

 






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