Pubblica Amministrazione – Il governo ritorna su Quota 96 e pensioni d’ufficio

4 agosto 2014 11:400 commentiDi:

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Medici, professori universitari, insegnanti di vecchia data. Per tutte queste categorie di lavoratori sfuma la possibilità di un pensionamento anticipato. Colpa delle modifiche e degli emendamenti recepiti di recente dal Ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, che lavora alla messa a punto del provvedimento che dovrebbe riorganizzare il funzionamento dello stato. 

Le principali misure della Riforma della Pubblica Amministrazione di Renzi

Il Decreto Legge Pubblica Amministrazione, infatti, è stato costretto a recepire alcuni emendamenti di tipo soppressivo, i quali appunto toccano le norme del pensionamento anticipato, dopo alcuni rilievi presentati dal Commissario per la Spending Review Carlo Cottarelli, il quale ha lo scopo di tenere sott’occhio le spese dello stato. Con il dirottamento di risorse altrove, infatti, la spesa pubblica e di conseguenza il peso delle tasse sarebbe continuato ad aumentare.


Le novità previste dalla Riforma della Pubblica Amministrazione di Renzi

I rilievi del Commissario per la Spending Review sono stati del resto anche avallati dalla Ragioneria dello Stato, che ha sottolineato come le norme relative al pensionamento anticipato sarebbero state in difetto di copertura.

A conti fatti, quindi, restano per il momento ancora congelati i pensionamenti di circa 4 mila insegnanti che ricadono all’interno della cosiddetta Quota 96, i quali dovranno attenere e sicuramente accettare diverse condizioni per andare in pensione. Ma insieme alla categoria degli insegnanti viene rivista anche l’imposizione di un limite a 68 anni per il pensionamento di altre due categoria della pubblica amministrazione, quali i medici e i professori universitari. Restano invece le soglie dei 62 anni e dei 65 anni varate in precedenze per il resto dei dipendenti.

Niente di fatto, quindi, in merito alla possibilità di uno svecchiamento necessario delle risorse della Pubblica Amministrazione, al fine di creare anche nuovi posti di lavoro.






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