Quotazione in Borsa Groupama annullata

28 febbraio 2012 11:290 commenti

In un’intervista rilasciata al quotidiano francese “Le Figaro”, il direttore generale del colosso assicurativo Groupama, Thierry Martel, ha dichiarato che è stato deciso di “porre fine al progetto di quotazione del gruppo” in Borsa. Martel, che era giunto a capo del gruppo assicurativo transalpino lo scorso ottobre 2011, aveva previsto che l’IPO (Initial Public Offering, cioè l’offerta pubblica iniziale) sarebbe avvenuta “verso il 2015”. Cinque mesi fa il rinvio del progetto di quotazione fu la conseguenza delle forti turbolenze finanziarie, che proprio in quel periodo avevano raggiunto il picco in Europa a causa del contagio agli altri paesi della zona euro in difficoltà finanziarie.


Groupama, che detiene quasi il 5% del capitale di Mediobanca è più del 4% in Société Générale, è giudicato dall’agenzia di rating americana Standard & Poor’s con un merito di credito di lungo periodo pari a “BBB-”, cioè appena un gradino (notch) sopra il livello “junk”, cioè spazzatura, quindi altamente speculativo. L’outlook è “negativo”. Il colosso delle assicurazioni ha scommesso forte sui bond sovrani dei PIGS, in particolare risulta molto esposto sull’Italia (1,5 miliardi di euro) ma anche sui più pericolanti Grecia, Portogallo e Irlanda (circa 800 milioni di euro).

L’annucio di Martel di chiudere definitivamente le porte alla quotazione in Borsa non coglie di sorpresa gli investitori. Infatti, più volte il direttore del gruppo assicurativo francese aveva ribadito che la priorità per Groupama era quello di aumentare la redditività e tagliare i costi, piuttosto che pensare ad un collocamento in Borsa. Il gruppo resta molto esposto alla crisi del debito sovrano europeo. La quotazione in Borsa avrebbe posto Groupama alla mercè della speculazione internazionale, in caso di un prepotente ritorno dell’avversione per il rischio come accaduto tra ottobre e dicembre scorso.






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