Rating debito italiano potrebbe tornare alla A

2 marzo 2012 12:060 commenti

Continua la rincorsa dell’Italia per riconquistare la credibilità e la fiducia sui mercati internazionali, che erano state pericolosamente smarrite negli ultimi mesi. Dopo tante spallate ricevute lungo la difficile marcia di riavvicinamento alla normalizzazione del quadro economico-finanziario, il supporto più importante potrebbe arrivare addirittura dalle agenzie di rating che iniziano a rivedere il loro giudizio sull’Italia a seguito della recente caduta dello spread tra il Btp e il Bund decennale. La prima ad avere i primi accenni di ripensamento sul rating italiano è Standard & Poor’s, che lo scorso 13 gennaio aveva declassato il debito di lungo termine italiano a “BBB+”, pochi gradini sopra il giudizio “spazzatura”.


Secondo quanto dichiarato – in una lunga intervista rilasciata al quotidiano Il Sole-24 Ore – dalla responsabile di S&P dei rating sovrani per l’Europa, Medio oriente e Asia, Myriam Fernandez de Heredia, l’Italia potrebbe tornare al rating “A” se seguirà la giusta strada sul fronte del debito, della crescita e dell’impatto delle riforme varate dall’esecutivo Monti. Secondo Fernandez, “il primo passo per l’Italia sarà riportare l’outlook da negativo a stabile”.

La responsabile dei rating sovrani di S&P ha affermato che le riforme varate dal premier Monti dovranno permettere “una crescita sostenuta nel tempo, il controllo delle finanze pubbliche e la riduzione strutturale del rapporto debito/pil”. L’Italia sta beneficiando di un drastico calo dello spread Btp-Bund, ieri sceso per la prima volta da agosto 2011 a 304 punti base. Ai livelli attuali l’Italia risparmierebbe circa 50-55 miliardi di euro di pagamento di interessi sul debito. Tuttavia, la vera sfida per il Belpaese resta la crescita, visto che per quest’anno è attesa una dolorosa recessione.






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