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Reddito di inclusione, da luglio 2018 sarà universale: ecco a chi spetta e come ottenerlo

Novità in termini di reddito di inclusione che altro non è che una misura di contrasto alla povertà dal carattere universale. Si tratta di una nuova opportunità per tutte le famiglie povere, le quali possono rivolgersi ai Comuni per poter entrare in contatto con un team di esperti che valuteranno la necessità, stringendo con le famiglie un vero e proprio patto. Si tratta di una misura di contrasto alla povertà dal carattere universale e i cittadini per questa 2018 potranno richiederlo dal primo dicembre 2017 presso il comune di residenza o eventuali altri punti di accesso che verranno indicati direttamente dai comuni. Non si tratta soltanto di un sussidio economico ma di un programma di inserimento sociale e lavorativo, molto alla riconquista dell’Autonomia da parte delle famiglie che purtroppo non si trovano in buone condizioni dal punto di vista economico.

Dunque, dallo scorso mese di dicembre è possibile inviare le domande per il nuovo sussidio contro la povertà e si tratterebbe di €485 per le famiglie più bisognose. Questo assegno potrà essere erogato fino a 18 mesi ed è destinato perlopiù a quelle famiglie bisognose con figli minori o inabili, a quelle famiglie Dove sono presenti donne in gravidanza o disoccupati over 55. Secondo alcune indiscrezioni, sembra che in futuro questo reddito di inclusione possa essere concesso a tutti i nuclei familiari bisognosi, a prescindere dalla loro composizione. Questo verrà erogato attraverso una carta acquisti che sarà emessa da Poste Italiane e permetterà di acquistare generi di prima necessità oppure di pagare le utenze.

Questa carta si chiamerà, Carta Rei e pare Possa anche permettere di prelevare dei contanti sino alla metà dell’importo mensile. Questa carta permetterà anche usufruire di uno sconto del 5% sugli acquisti presso le farmacie convenzionate e i negozi oltre le riduzioni per la fornitura di energia elettrica e gas. Va sottolineato, che questo si potrà essere riconosciuto però soltanto a quelle famiglie che decideranno di aderire al programma di inclusione sociale e lavorativa ovvero che si impegneranno attivamente per conseguire una qualifica e trovare un impiego. L’importo massimo di €485 sarà corrisposto nei confronti di una famiglia con cinque o più componenti, mentre nel caso in cui si tratti di un solo componente il Rei sarà pari a 187,5 euro mensili, 2 componenti 284,4 euro mensili ed infine 3 componenti 382,5 euro mensili. Ovvero l’indicatore della situazione economica della famiglia non dovrà superare i €6000.

“Esiste un evidente nesso tra povertà e mancanza di lavoro e per questo è fondamentale che, oltre alle misure di sostegno economico, vengano destinate anche delle risorse al percorso del reddito di inclusione, ovvero quello che si occupa dell’inserimento lavorativo e sociale delle persone. Questo importante elemento attivo della misura a sostegno del reddito rischia di essere l’anello debole del provvedimento. Occorre intervenire sulle cause della povertà, altrimenti questo aiuto si limiterà ad avere effetti nella misura in cui le risorse ci saranno”, ha dichiarato Giacomo Martelli, Presidente delle Acli Toscane.

Da dicembre è possibile inviare le domande per il nuovo sussidio contro la povertà: sino a 485 euro al mese per le famiglie più bisognose. Dal 1° gennaio 2018 le famiglie più povere potranno ricevere il nuovo reddito d’inclusione Rei: si tratta di un assegno mensile che può arrivare sino a 485 euro e può essere erogato sino a 18 mesi, destinato alle famiglie con figli minori o inabili, donne in gravidanza o disoccupati over 55. In futuro dovrebbe essere concesso a tutti i nuclei familiari più bisognosi, a prescindere dalla loro composizione.

Il Rei sarà erogato attraverso una carta acquisti, la Carta Rei: come la vecchia Social Card, la Carta Rei sarà emessa da Poste Italiane, consentirà l’acquisto dei generi di prima necessità e il pagamento delle utenze. Inoltre, darà la possibilità di prelevare contanti sino alla metà dell’importo mensile riconosciuto. La carta Rei darà inoltre diritto a uno sconto del 5% sugli acquisti nei negozi e nelle farmacie convenzionate e a delle riduzioni nella fornitura di energia elettrica e gas. Il nuovo sussidio potrà essere riconosciuto, in ogni caso, soltanto alle famiglie che aderiranno a un programma d’inclusione sociale e lavorativa: in pratica, i componenti del nucleo familiare si dovranno impegnare attivamente per conseguire una qualifica e trovare un impiego, secondo il progetto che verrà appositamente predisposto per loro, pena la revoca del Rei.

Ma procediamo per ordine e vediamo, nel dettaglio, come funziona il Rei, chi ne ha diritto, a quanto ammonta il contributo riconosciuto mensilmente e quali sono le sanzioni nel caso in cui non si rispetti il programma predisposto. A quanto ammonta il Rei La misura consiste in un assegno mensile, come già detto erogato attraverso una carta acquisti, che può andare da un minimo di 190 euro fino a 485 euro (per le famiglie numerose), per una durata massima di 18 mesi (una volta terminato il periodo di spettanza, dovranno passare almeno 6 mesi prima di poterlo chiedere di nuovo). Nel dettaglio, se la famiglia ha:

· un solo componente, il rei è pari a 187,5 euro mensili; · 2 componenti, 294,4 euro mensili; · 3 componenti, 382,5 euro mensili; · 4 componenti, 461,3 euro mensili; · 5 o più componenti, 485,4 euro mensili. Chi ha diritto al Rei Il Rei spetta alle famiglie: · il cui indice Isee, cioè l’indicatore della situazione economica della famiglia (si tratta, in parole semplici, di un indice che “misura la ricchezza” della famiglia), non supera6mila euro; può essere utilizzato anche l’Isee corrente; · il cui indicatore Isre non supera i 3mila euro; · con figli minori o inabili, donne in gravidanza o disoccupati over 55 (nel caso in cui vi sia un componente disabile, perché il Rei spetti è necessaria la presenza di un genitore o di un tutore); · con un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro; · con un patrimonio mobiliare massimo tra i 6mila e i 10mila euro a seconda del numero dei componenti del nucleo; · senza imbarcazioni da diporto o navi; · senza, auto o moto immatricolate nei 24 mesi precedenti la richiesta del sussidio, salvo i veicoli destinati ai disabili.

Chi richiede il Rei deve essere: · cittadino italiano; · in alternativa, cittadino dell’Unione Europea, o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o apolide in possesso di analogo permesso o titolare di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria); · deve poi risiedere in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento di presentazione della domanda. Rei per i disoccupati Se si ha diritto al Rei perché nel nucleo familiare è presente un disoccupato con almeno 55 anni di età, è bene sapere che questi deve possedere i seguenti requisiti: · trovarsi in stato di disoccupazione per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura di conciliazione; · aver cessato, da almeno tre mesi, di beneficiare dell’intera prestazione per la disoccupazione; · nel caso in cui non abbia diritto di conseguire alcuna prestazione di disoccupazione per mancanza dei necessari requisiti, trovarsi in stato di disoccupazione da almeno tre mesi.

Rei per chi lavora Si considera in stato di disoccupazione anche chi possiede un reddito da lavoro dipendente o autonomo rispettivamente pari a un massimo di 8mila euro o 4.800 euro su base annua. Il Rei è dunque compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa, purché non si superi il limite Isee di 6mila euro annui. Bisogna comunque comunicare lo svolgimento di attività lavorativa da parte di uno o più componenti del nucleo, attraverso l’apposito modulo Rei- Com (anche contestualmente alla presentazione della domanda: il Rei Com si trova in una sezione della domanda stessa). Non è invece possibile ricevere assieme al Rei la Naspi o altre forme di ammortizzatori sociali per la disoccupazione. Rei per chi percepisce prestazioni di assistenza Se un componente del nucleo, o più componenti, fruiscono di altri trattamenti assistenziali, esclusi quelli non sottoposti alla prova dei mezzi, il valore mensile del Rei è ridotto in corrispondenza al valore mensile di queste prestazioni.

Se le prestazioni sono versate con periodicità diversa da quella mensile, il loro ammontare viene calcolato rapportandolo al numero di mesi cui lo stesso si riferisce. Nel caso, invece, di prestazioni in un’unica soluzione, queste sono considerate in ciascuno dei dodici mesi successivi all’erogazione per un dodicesimo del loro valore. Non sono comprese nel valore mensile dei trattamenti assistenziali che incidono sull’importo del Rei: · le erogazioni riferite al pagamento di arretrati; · le indennità per i tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione; · le specifiche misure di sostegno economico, aggiuntive al beneficio economico del Rei, individuate nell’ambito del progetto personalizzato a valere su risorse del comune o dell’ambito territoriale; · le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi, nonché eventuali esenzioni e agevolazioni per il pagamento di tributi; · le erogazioni a fronte di rendicontazione di spese sostenute ovvero le erogazioni in forma di buoni servizio o altri titoli che svolgono la funzione di sostituzione di servizi.

Rei e Bonus Bebè L’assegno di natalità, conosciuto come Bonus Bebè, viene dedotto dal Rei solo in corrispondenza all’incremento dell’assegno previsto per i nuclei familiari con Isee entro 7.000 euro annui, pari ad 80 euro mensili: in pratica, se si percepiscono 160 euro mensili di bonus anziché 80, incidono sul Rei i soli 80 euro d’incremento. Progetto personalizzato per ottenere il Rei Per ottenere il Rei l’intera famiglia deve partecipare a un programma di inclusione attiva: deve, cioè, aderire a un progetto che prevede la formazione, la riqualificazione e la ricerca attiva di lavoro di tutti i componenti del nucleo, come già disposto in precedenza per il sostegno d’inclusione attiva. In particolare, viene dapprima programmata dal Comune, entro 25 giorni dalla presentazione della domanda per ottenere il Rei, una valutazione multidimensionale del bisogno, che prende in considerazione: · le condizioni e le funzioni personali e sociali dei componenti della famiglia; · la situazione economica; · la situazione lavorativa e profilo di occupabilità; · l’educazione, istruzione e formazione; · la condizione abitativa; · le reti familiari, di prossimità e sociali.

Effettuata la valutazione: · se emerge che la situazione di povertà è dovuta alla sola mancanza di lavoro, il progetto personalizzato è sostituito dal patto di servizio, oppure dal programma di ricerca intensiva di occupazione (i beneficiari del Rei possono aver diritto anche all’assegno di ricollocazione); · se emerge che la situazione di povertà è collegata ad altre problematiche, oltre a quella lavorativa, si occupa del nucleo familiare un’équipe multidisciplinare formata da diversi operatori identificati dai servizi sociali, che si occupa di realizzare un progetto personalizzato per il nucleo e di valutare i sostegni di cui la famiglia ha bisogno. Firmando il progetto d’inclusione, tutti i membri della famiglia beneficiaria del Rei si impegnano a svolgere determinate attività: · presentarsi alle convocazioni dei servizi sociali del Comune responsabili del progetto; · cercare attivamente lavoro; · aderire a iniziative per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro; · aderire a iniziative di carattere formativo o ad altre iniziative di politiche attive o di attivazione; · accettare le offerte di lavoro congrue; · assicurare la frequenza e l’impegno scolastico (se minori di 18 anni); · mettere in atto comportamenti di prevenzione e cura volti alla tutela della salute. In caso di ripetuti comportamenti inconciliabili con gli obiettivi del progetto da parte dei componenti della famiglia beneficiaria, il Rei potrà essere ridotto o revocato.

Sanzioni per chi non rispetta il progetto personalizzato Nelle ipotesi di mancata presentazione, in assenza di giustificato motivo, alle convocazioni ovvero agli appuntamenti previsti nel progetto, da parte anche di un solo componente del nucleo familiare beneficiario, si applicano le seguenti sanzioni: · la decurtazione di un quarto di una mensilità del beneficio economico, in caso di prima mancata presentazione; · la decurtazione di una mensilità del beneficio economico, in caso di seconda mancata presentazione; · la decadenza dalla prestazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.

Nelle ipotesi di mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di orientamento, da parte anche di un solo componente del nucleo familiare beneficiario, si applicano le seguenti sanzioni: · la decurtazione di una mensilità del beneficio economico, in caso di prima mancata presentazione; · la decadenza dalla prestazione, nonché la decadenza dallo stato di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione. Nel caso in cui anche un solo componente non partecipi alle iniziative formative o di riqualificazione, o ad ogni altra iniziativa di politica attiva o di attivazione, si decade dal beneficio. Si decade dal beneficio anche se uno dei componenti rifiuta un’offerta di lavoro congrua. Nel caso in cui i componenti del nucleo non rispettino gli impegni assunti con la sottoscrizione del progetto personalizzato, in assenza di giustificato motivo, la figura di riferimento del progetto richiama formalmente il nucleo familiare al rispetto degli impegni medesimi. Nelle ipotesi in cui il richiamo non produca la rinnovata adesione agli impegni previsti, la figura di riferimento effettua un nuovo richiamo in cui si esplicitano puntualmente gli impegni e i tempi in cui adeguarsi, a pena di sospensione dal beneficio.

Nel caso in cui sia adottato il provvedimento di sospensione, nello stesso sono specificati gli impegni necessari e i tempi per il ripristino del beneficio per la durata residua prevista al momento della sospensione. In caso di reiterati comportamenti inconciliabili con gli impegni richiamati, successivi al provvedimento di sospensione, è disposta la decadenza dal beneficio. Nei casi di decadenza, il Rei può essere richiesto nuovamente trascorsi almeno 6 mesi. Come fare domanda per il Rei Il Rei può essere richiesto, a partire dal 1° dicembre 2017, presso i comuni e i punti per l’accesso al Rei, che verranno identificati dai comuni. Per presentare la domanda deve essere utilizzato l’apposito modello predisposto dall’Inps , disponibile anche sul sito dell’Inps e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali Il nucleo familiare, all’atto della domanda, deve essere in possesso di una dichiarazione Isee in corso di validità: · se nel nucleo è presente un è minorenne, è considerato l’Isee minorenni; · in assenza di minorenni nel nucleo, è considerato l’Isee ordinario; · in presenza di Isee corrente (che aggiorna l’Isee ordinario o l’Isee minorenni) è comunque considerato quest’ultimo.

In caso di presenza nel nucleo familiare di componenti minorenni che non abbiamo entrambi i genitori in comune, è considerato il più favorevole tra gli eventuali differenti indicatori Isee Minori. Riconoscimento Rei I comuni, ricevuta la domanda, devono comunicare all’Inps, entro 15 giorni lavorativi, attraverso le modalità telematiche predisposte dall’Istituto, le informazioni contenute nel modulo di domanda (le comunicazioni avvengono secondo l’ordine cronologico di presentazione). I comuni devono poi verificare i requisiti di residenza e di soggiorno, comunicandone l’esito non oltre 15 giorni lavorativi dalla richiesta del Rei, e, in caso di componente del nucleo in condizione di gravidanza accertata, la documentazione medica, rilasciata da una struttura pubblica, attestante lo stato di gravidanza e la data presunta del parto. L’Inps, a sua volta, verifica, entro 5 giorni lavorativi dalla trasmissione della domanda, il possesso dei requisiti per l’accesso al Rei, sulla base delle informazioni disponibili nei propri archivi e in quelli delle amministrazioni collegate. In caso di esito positivo delle verifiche di competenza dei comuni e degli ambiti territoriali, nonché delle verifiche effettuate dall’Istituto, il Rei è riconosciuto dall’Inps condizionatamente alla sottoscrizione del progetto personalizzato, o del patto di servizio o del programma di ricerca intensiva di occupazione. Il riconoscimento condizionato del beneficio è comunicato dall’Inps agli ambiti territoriali e ai comuni interessati entro il termine di 5 giorni dalla comunicazione delle informazioni contenute nel modulo di domanda di Rei da parte dei Comuni o degli ambiti territoriali. Successivamente, l’Inps dispone il versamento del beneficio, che decorre dal mese successivo alla presentazione della domanda ed avviene a cadenza mensile.

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