Riforma catasto: cosa cambia nelle visure e nel calcolo della Tari

L’esecutivo Renzi sta provando a trasformare il catasto italiano mettendo cosi mano a una di quelle questioni che, soprattutto negli ultimi anni, erano diventate il simbolo di un Paese incapace a darsi regole precise e a cambiare. La novità più importante, in attesa che si arrivi ad una riforma del catasto, riguarda il passaggio da un sistema di calcolo che era unicamente basato sui vani a un sistema in cui compaiono anche le metrature. Quando si va a fare una visura, quindi, non saranno più indicati solo i vani relativi all’immobile oggetto del documento ma anche i metri quadri.

La novità è molto di più che una semplice formalità poichè, proprio attraverso la metratura, sarà più semplice eseguire tutte le procedure previste per il calcolo della Tari. Ciascun proprietario, infatti, grazie a questo nuovo dato presente sulle visure catastali, avrà a disposizione anche questo nuovo importante dato che è essenziale per poter procedere con il calcolo della sua base imponibile. Cosa avviene nel momento in cui sia verificata una non congruenza tra la planimetria e la superficie calcolata? In questo caso, il proprietario potrà direttamente mettersi in contatto con l’Agenzia delle Entrate per esaminare la propria posizione. Un sistema innovativo quindi che dovrebbe anche portare ad una maggiore semplificazione. Non è un caso che la stessa Agenzia delle Entrate affermi in una sua nota: “Arriva direttamente in visura anche la superficie ai fini Tari, per consentire ai cittadini di verificare con facilità la base imponibile utilizzata per il calcolo della tassa rifiuti”.

La nuova procedura riguarderà, secondo i primi calcoli, non meno di 57 milioni di unità abitative a destinazione ordinaria, iscritte in catasto e corredate di planimetria. E’ chiaro che l’obiettivo dell’esecutivo è quello di avere a disposizione, per ragioni tributarie, delle banche dati che siano il più possibile dettagliate e integrate tra di loro.

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