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Riforma delle Pensioni news oggi 29 giugno: il Governo rimanda l’Ape ma tratta su no tax-area e rivalutazione

Al termine dell’incontro di ieri tra Governo e Sindacati, Poletti, Ministro del Lavoro, in una nota avrebbe fatto sapere che per definire pienamente l’entità delle risorse a disposizione per le pensioni anticipate occorre del tempo.

Secondo le news di oggi 29 giugno, rivalutazione delle pensioni, no tax-area e separazione tra assistenza e previdenza sarebbero stati gli argomenti centrali del faccia a faccia tra Governo e parti sociali. Poletti che con Tommaso Nannicini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, rappresenta l’Esecutivo avrebbe dichiarato che il confronto è stato un ulteriore passo avanti.

Sindacati e Governo hanno discusso a lungo su come impostare la riforma delle pensioni. Più che l’anticipo pensionistico il confronto ha riguardato chi in pensione ci è già andato. Secondo le parti sociali, occorrere estendere la no tax-area al di sopra degli 8000 euro. Questo allargamento dell’esenzione fiscale potrebbe ridurre la pressione fiscale sugli assegni pensionistici. Ma il Governo sembrerebbe aver posto un freno a questo argomento dati i costi che richiederebbe un intervento di questo tipo. Bisogna ricordare che la pressione sugli assegni pensionistici in Italia è tra le più alte d’Europa.

Nel 2017 si dovrebbe poi tornare alla perequazioni su tre fasce, uscendo dalle cinque  che erano state introdotte dal Governo Letta e che prevedevano una copertura solo fino al 50% delle pensioni tra le 5 e le 6 volte il minimo. Il Governo, su questo fronte, si è detto disponibile a rivedere le questioni relative alle rivalutazioni.

Insomma molti i nodi ancora da sciogliere. Come l’Ape, l’intervento che permetterebbe di andare in pensione con tre anni di anticipo rispetto alla data prevista dalla Legge Fornero, con annesso prestito bancario ventennale. Questa operazione che presenta non molti punti oscuri, sarebbe stata definita “mutuo sulla pensione” dalla Segretaria della CGIL, Susanna Camusso. Ma Poletti sarebbe intenzionato a rimandare tutto al prossimo autunno per valutare meglio da un punto di vista tecnico l’impatto che l’intervento avrebbe sulle casse dello Stato.