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Riforma pensioni 2016: ultime notizie oggi 9 maggio dopo le parole di Damiano

Dal silenzio assoluto alla valanga di proposte e di parole: ma i fatti? Se lo chiede il presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano, il quale, pur plaudendo al fatto che di riforma pensioni 2016 e flessibilità in uscita se ne parli, raccomanda anche molta attenzione al come se ne parla. Dall’indifferenza dell’esecutivo, dopotutto, si è passato a una serie impressionante di annunci, che tuttavia non trovano ragion d’essere nella loro concretizzazione. E questo troppo parlare di pensioni 2016 potrebbe alla fine avere lo stesso effetto del silenzio iniziale. 

Il Governo proporrà alcune misure legate alla pensione anticipata nella prossima Legge di Stabilità 2017 allo scopo di togliere dalle ingenti penalizzazioni certe categorie di lavoratori ben definite. Tuttavia quali saranno queste misure? Di flessibilità in uscita e di riforma pensioni 2016, comunque, si parla più di prima, anche se spesso, forse, senza cognizione di causa. E a lanciare questo piccolo allarme ci ha pensato Cesare Damiano, come sempre in prima fila quando si parla di pensioni.

“Dal silenzio iniziale si è passato a un eccesso di annunci“, afferma Damiano. “Bisogna tuttavia fare attenzione, perché le attese tra i lavoratori sono in crescita” e inoltre “le soluzioni e le proposte dovranno essere ponderate e ragionevolmente soddisfacenti, poiché la loro efficacia o meno orienterà le scelte politiche ed elettorali di milioni di cittadini”. Damiano si mostra dunque ben consapevole delle conseguenze che potranno avere quelle misure legate alla pensione anticipata che l’esecutivo introdurrà nella prossima manovra finanziaria.

Per evitare equivoci e incomprensioni, per Damiano sarebbe ragionevole confrontarsi con sindacati e Parlamento prima di attuare le misure necessarie alla pensione anticipata, negando alcune ipotesi che sono state formulate finora: “Non vogliamo un prestito bancario, ma l’anticipo di una pensione, seppur con penalizzazione, erogato dall’Inps”. Il discorso verte poi anche sulle pensioni del futuro, ovvero sulle pensioni dei giovani, per le quali “l’attuale meccanismo previdenziale non può essere un tabù immodificabile: chi è entrato nel mondo del lavoro a partire dal 1996, avrà un calcolo totalmente contributivo che prevede che, ai contributi versati, corrisponda una pensione”.

Insomma, siamo ancora in alto mare e urge un confronto serio e non approssimativo sulla questione. Una sollecitazione che sarà presa in carica dall’esecutivo?

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