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Riforma pensioni 2016: ultime novità dopo le parole di Mattarella del 1 maggio

Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è pronunciato in favore della riforma pensioni 2016, non entrando mai precisamente in tale contesto, ma facendo intendere che gli aggiustamenti al sistema previdenziale possano rappresentare per forza di cose una via preferenziale da adottare per aumentare il tasso di occupazione giovanile e favorire la staffetta generazionale. Parole pronunciate durante la Festa del Lavoro e a cui tutti sperano seguano fatti e proposte concrete, anche perché stavolta l’invito al governo Renzi a intervenire sulla questione proviene direttamente dal Quirinale. 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha così invitato esplicitamente l’esecutivo a pensare alla riforma del sistema previdenziale e a quella del sistema fiscale come viatici necessari per la creazione di nuovi posti di lavoro. Pur premiando alcune scelte governative che hanno di fatto migliorato cifre e statistiche legaste all’occupazione – si pensi al Jobs Act e agli incentivi che tuttavia hanno una data di scadenza – si richiedono interventi tempestivi e urgenti sulle questioni rimaste ancora in sospeso.

In questo contesto, il presidente Mattarella ha parlato di aggiustamenti opportuni che riguardino sia il sistema fiscale, sia quello previdenziale, strizzando dunque l’occhio all’importanza e alla necessità di una riforma pensioni 2016, che con ogni probabilità sarà discussa in occasione della prossima Legge di Stabilità 2017, e dunque a partire dal prossimo autunno.

Senza tuttavia sbilanciarsi troppo, il presidente Mattarella ha dichiarato di limitarsi “a osservare che tutto va orientato alla ripresa dell’occupazione“. La riforma del sistema previdenziale e fiscale vanno dunque direzionate verso l’unico obiettivo di favorire la ripresa occupazionale e ridurre ulteriormente il preoccupante tasso di disoccupazione giovanile, che di fatto arresta la crescita del Paese e impedisce di proseguire oltre.

Dopo le parole del presidente della Repubblica, pronunciate peraltro in un giorno simbolico come quello del 1° maggio, Festa del Lavoro, si attendono novità e fatti concreti da parte dell’esecutivo.

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