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Riforma pensioni 2016, ultime novità: ecco la proposta di Boeri (bocciata)

Sembra che non ci sia nessuna tensione tra Palazzo Chigi e l’Inps, o almeno questo è quanto affermano fonti governative, perché nell’ultima riforma delle pensioni proposta da Tito Boeri, momentaneamente messa da parte del governo, il presidente dell’Inps attacca le misure “parziali” sulla previdenza che sono state elencate nel ddl Stabilità 2016. E quindi l’ultima proposta di Boeri non rientrerà con ogni probabilità nelle riforme che il governo vorrebbe presentare per il prossimo anno. 

Ma cosa ci rivela l’ultima proposta di riforma targata Tito Boeri? E’ presto detto: pensione anticipata a 63 anni e 7 mesi di età, con 20 anni di contributi versati e maturazione di un importo minimo di 1.500 euro. A ciò si aggiunge l’introduzione di un reddito minimo per chi ha più di 55 anni ed è disoccupato, denominato “Sostegno di inclusione attiva“, traducibile in 500 euro al mese. Inoltre il testo prevede un ricalcolo per tutte le pensioni retributive con un reddito pensionistico che supera i 3.500 euro e per i vitalizi.

Tra le altre proposte, si annoverano inoltre un altolà ai benefici alle contribuzioni dei dirigenti sindacali e misure finalizzate a semplificare le contribuzioni aggiuntive e di unificazione delle prestazioni. Al Governo questa riforma non piace e sembra intenzionato ad accantonarla definitivamente o, comunque, a prendere tempo. Il motivo? Ce lo spiega Palazzo Chigi in una nota, nella quale si fa sapere come “si è deciso di rinviare perché quel piano, in aggiunta a misure utili come la flessibilità in uscita, ne contiene altre che mettono le mani nei portafogli di milioni di pensionati, producendo costi sociali non indifferenti e non equi”.

Anche Matteo Renzi aveva bocciato la proposta di Boeri, affermando che “se metti le mani sulle pensioni di persone che prendono 2 mila euro al mese, questa non è una manovra che dà serenità e ispira fiducia. Forse può anche essere giusto a livello teorico, ma bisogna insistere sulla fiducia, e insistendo sulla fiducia, non si possono tagliare le pensioni“.

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