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Riforma pensioni anticipate e precoci: Damiano risponde a Renzi

Sembra che il premier Matteo Renzi abbia dimenticato un argomento chiave nei suoi piani di previsione per il 2016: a sottolinearlo è il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, ribadendo come il tema delle pensioni e della flessibilità debbano essere argomenti fondamentali e priorità da includere insieme agli altri temi chiave che il governo si troverà ad affrontare quest’anno. 

“Il premier Renzi ha elencato la corsa a ostacoli che dovranno superare Europa e Governo nel 2016, individuando tra le priorità prese in esame la riforma della Pubblica Amministrazione, la riforma della Costituzione e la mozione di sfiducia del prossimo 19 gennaio”. Tra le priorità manca però l’attenzione sulle pensioni e sulla flessibilità in uscita e Damiano sottolinea ugualmente tale concetto, affermando di sperare “che il premier non dimentichi di aver promesso che nel 2016 si sarebbe affrontato il tema della flessibilità delle pensioni“.

Intervistato dal Tempo, Damiano intende ribadire al governo la volontà di procedere e accelerare sul tema dei pensionamenti flessibili, proponendo l’intrudozione di questi a partire dai 62 anni e 7 mesi di età, insieme ai 35 anni di contributi con una penalità massima dell’8%, guarda caso una proposta pressoché identica a quella ci cui si era fatto riferimento nel 2015 nell’Inps, ma su cui non vi era stato un prosieguo concreto.

La flessibilità potrebbe risolvere il problema di tutti quegli esodati che non sono stati ancora salvaguardati, ma se ciò dovesse mancare, si ricorrerà ad altre misure: “Sono stati salvaguardati 172 mila esodati fino a ora, ma restano fuori ancora 20 mila persone. Qualora diventi necessario, prepareremo un’ottava salvaguardia, sempre che la flessibilità non rappresenti la soluzione al problema”.

Anche la questione della penalizzazione dell’8% rischia di risultare delicata, poiché influisce inevitabilmente sull’uscita anticipata dal mondo del lavoro e allo stesso tempo sull’ingresso ritardatario: per Damiano la penalizzazione all’8% concederà un’ottima opportunità ai lavoratori, perché “chi fa un lavoro non faticoso e soddisfacente avrà la possibilità di proseguire fino al requisito normale di pensionamento, ma chi ha un lavoro pesante e privo di soddisfazioni e considera di poter sopportare una decurtazione, avrà la possibilità di uscire dal mondo del lavoro. Chi perde il lavoro dopo i 60 anni, inoltre, avrà una via di sicurezza agevolata, conoscendo tutti le difficoltà in certe fasce d’età“.

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