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Riforma pensioni: Landini vs Poletti, novità di oggi 26 maggio

Continua a tenere banco la riforma pensioni le cui misure saranno introdotte nella Legge di Stabilità 2017: a fare notizia oggi le parole del segretario generale della FIOM-CGIL Maurizio Landini che si è scagliato contro il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, in merito alle penalizzazioni previste dall’esecutivo per quanto riguarda le soluzioni di flessibilità in uscita e pensione anticipata che andranno a modificare alcune norme previste dalla legge Fornero. Di certo fanno discutere i paletti imposti da Poletti – scusate il gioco di parole – che di fatto vanno a ridurre ampiamente il margine di manovra per un confronto serio su una riforma concreta che agevoli l’uscita dal lavoro per certe categorie di lavoratori. Vincoli che non possono essere né evitati né aggirati e che riguardano sostanzialmente il mantenimento della sostenibilità dei conti pubblici, specialmente dopo l’avvertimento del Fondo Monetario Internazionale.

Il ministro Poletti ha poi affermato che si è ancora in una prima fase di discussione per ciò che concerne la riforma del sistema previdenziale e che dunque ci si ritrova nelle fasi preliminari, così come una fase preliminare è stato l’atteso confronto con i sindacati di martedì scorso, che tuttavia ha lasciato contente e soddisfatte – almeno in questo primo momento – entrambe le parti.

Il segretario sindacale Maurizio Landini, tuttavia, ha attaccato il ministro Poletti e alcuni punti che l’esecutivo giudica inattaccabili, come ad esempio la questione delle penalizzazioni sulle pensioni: essendo un diritto acquisito, infatti, l’assegno previdenziale non dovrebbe essere minimamente toccato. Landini risulta anche contrario all’eventuale indebitamento con le banche previsto dall’APE, l’anticipo pensionistico che, invece di essere versato dall’Inps, dovrebbe vedere coinvolte banche e agenzie di assicurazioni.

 

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