Riforma pensioni news oggi 12 luglio: Landini, interventi entro settembre si arriverà alla mobilitazione

Continuano anche se a distanza i confronti tra Governo e parti sociali. Nel corso del mese di giugno durante gli incontri tra le parti, il Governo aveva esposto tramite i suoi due rappresentanti, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e Tommaso Nannicini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il proprio piano sulle pensioni. Piano che dovrà poi far parte della riforma delle pensioni ed essere inserito nella Legge di Stabilità.

Secondo le news di oggi 12 luglio, i Sindacati non sarebbero per nulla soddisfatti degli interventi del Governo sul tema delle pensioni. A lasciare perplesse le parti sociali ci sono una serie di problematiche legate all’Ape. In cima alla lista troviamo i tre anni di anticipo. I Sindacati, che si fanno portavoce dei lavoratori, vorrebbero l’anticipo a 62 anni e 7 mesi. Ma non solo. L’anticipo pensionistico, secondo quanto illustrato dal Governo, introdurrebbe un prestito previdenziale ventennale. E i Sindacati si dichiarano contrari ad accettare una sorta di mutuo sulle pensioni. Infatti l’Ape permetterebbe ai lavoratori di andare in pensione con 3 anni di anticipo richiedendo un prestito alle banche. Prestito che dovrà essere poi restituito dal compimento dei 66 anni e 7 mesi, per 20 anni appunto, con un tasso variabile dal 5 al 15%. Il Governo comunque sarebbe al lavoro per cercare di trovare delle agevolazioni per alcune categorie più deboli come gli invalidi e i disoccupati.

Annamaria Furlan, della CISL, avrebbe chiesto al Governo Renzi delle valide alternative per rivedere il sistema pensionistico, non degli interventi tampone sulla Legge Fornero. Quindi per il segretario generale della CISL occorre sviluppare una riforma delle pensioni strutturale.

Anche il segretario della FIOM-CGIL, Maurizio Landini è intervenuto sul tema delle pensioni e sulle norme per il lavoro. Per Landini qualora non dovessero esserci dei passi in avanti nel contratto nazionale metalmeccanici, sugli ammortizzatori sociali e su una riforma vera delle pensioni allora a settembre i lavoratori si mobiliteranno.

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