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Riforma pensioni news oggi 7 luglio: pensioni d’oro non si toccano, i dirigenti contro il contributo di solidarietà

Nei giorni scorsi la Corte Costituzionale si è pronunciata respingendo i ricorsi che contestavano la costituzionalità del contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro imposto dal governo Letta nel 2014. Infatti nella Legge di Stabilità del 2014 era stato disposto un prelievo sugli assegni dai 91.000 euro in su.

I motivi di questa sentenza nascono dalla crisi grave del sistema previdenziale. Per cui il contributo di solidarietà è un sacrificio che deve essere fatto ma essendo applicato alle pensioni più elevate, dalle 14 alle 30 volte superiori alle pensioni minime, diventa più sostenibile. Sono queste quindi le ragioni della Corte per cui chi si aspettava una restituzione dovrà rassegnarsi all’idea di non poter riavere indietro i soldi. E per il 2016 il contributo di solidarietà ammonta al 6% per pensioni tra i 91 e i 130.000 euro, al 12% per quelle tra i 130 e i 195.000 euro e al 18% per quelle superiori ai 195.000 euro e la scadenza sarà a fine anno.

Secondo le news di oggi 7 luglio, la Cida non ha accolto favorevolmente questa sentenza e soprattutto spera che la prossima riforma delle pensioni, al vaglio del Governo in queste settimane per essere inserita nella prossima Legge di Stabilità, non proroghi la durata di questo contributo. Giorgio Ambrogioli, Presidente dell’organizzazione sindacale che rappresenta gli interessi generali dei dirigenti e delle alte professionalità di tutti i settori socio produttivi, pubblici e privati, avrebbe spiegato che questo tentativo di riequilibrare il sistema previdenziale penalizzerebbe i pensionati.

La Corte Costituzionale ha quindi respinto le varie questioni di costituzionalità relative al contributo sulle pensioni d’oro, escludendone la natura tributaria. Coloro che avevano presentato il ricorso facendo affidamento sulla considerazione che il prelievo riguardasse solo ed esclusivamente la categoria dei pensionati sono quindi rimasti molto delusi. Inoltre con il risultato della sentenza sul provvedimento, il Governo non sarà costretto a  rimborsare circa 160 milioni di euro a chi ha subito questo prelievo.

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