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Riforma pensioni news oggi 8 luglio: Ape taglia gli assegni pensionistici per sempre, le ultime da Boeri

Riforma delle pensioni ancora al centro del dibattito politico. Le prossime settimane infatti potrebbero essere decisive per aprire nuovi tavoli di confronto tra Governo e Sindacati e quindi scoprire il piano che il Governo Renzi inserirà nella riforma delle pensioni e di conseguenza nella Legge di Stabilità per il 2017.

Secondo le news di oggi 8 luglio il Presidente dell’INPS, Tito Boeri, in occasione della presentazione del rapporto annuale dell’istituto di previdenza alla Camera dei Deputati, alla presenza del Ministro del Lavoro Poletti, avrebbe espresso il suo parere sul piano pensionistico del Governo.

Per il numero 1 dell’INPS, qualora il confronto tra Governo e Sindacati sulla flessibilità in uscita si dovesse concludere senza portare soluzioni concrete la situazione sarebbe davvero paradossale. Il Presidente ritiene che il lavoro che Governo e parti sociali stanno svolgendo per correggere la riforma del 2011 costituisca un elemento positivo.

Boeri interviene sull’Ape. Ape che permetterebbe pensioni anticipate fino a tre anni a fronte di un prestito bancario. Prestito che l’ex lavoratore dovrà restituire dal compimento dei 66 anni e 7 mesi fino ai 20 anni successivi con un tasso dal 5 al 15%. Nell’idea del Governo la gestione del prestito spetterebbe all’INPS e le decurtazioni dovrebbero essere quasi azzerate per le categorie più deboli.

Per Boeri queste rate ventennali di ammortamento rappresenterebbero di fatto una riduzione permanente della pensione futura. La riforma delle pensioni deve introdurre maggiore flessibilità in uscita ma deve anche garantire la libertà di scelta per il lavoratore senza aumentare il debito pensionistico e senza creare dei pensionati poveri. Il Presidente dell’INPS chiede maggiore chiarezza nella definizione del piano per uscite flessibili valutando bene i costi amministrativi in relazione al numero di potenziali pensionati.

Boeri prosegue il suo intervento riferendosi ai correttivi della Legge Fornero. Le salvaguardie pur essendo state introdotte per affrontare situazioni di emergenza sociale, non terrebbero conto del livello di reddito delle famiglie dei beneficiari. Una pensione salvaguardata su 8 sembrerebbe valere più di 3.000 euro al mese.

Boeri spera che si possano trovare delle forme di flessibilità delle pensioni, senza dover ricorrere a soluzioni estemporanee e poco efficaci.