Riforma Pensioni: no rimozione diritti acquisti, ultime notizie sulle parole della Boschi

Per la prima volta da molti mesi, il governo, o almeno parti di esso, non sembrano essere più in sintonia con quella che è la linea del presidente dell’Inps, Tito Boeri, in materia di pensioni. Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, infatti, ha puntualizzato che in materia pensionistica servono piani seri e fattibili e non annunci spot. Un modo chiaro per rivendicare la centralità del governo su una possibile riforma delle pensioni. Il fatto strano riguarda però quello che è stato l’oggetto delle dichiarazioni della Boschi. Quello che a tutti gli effetti è il braccio destro di Renzi, infatti, non ha criticato la parte del piano Boeri che prevede un rigido controllo sulla spesa nè tantomeno gli altri punti della riforma Boeri che non contemplano la presenza di categorie specifiche, come ad esempio i precoci, ma solo la delineazione di regolamenti generali e validi per tutti.

Nulla di tutto questo. L’oggetto delle critiche della Boschi, infatti, è stato solo il richiamo che il numero uno dell’Inps ha fatto in merito alla necessità di riaprire il discorso sulle pensioni d’oro.

Per la Boschi, questa esortazione può dar luogo a fraintendimenti poichè all’interno della macro-categoria delle pensioni d’oro sono presenti anche quelli che invece sono diritti acquisiti. Toccare questi diritti, che, per inciso, sono alla base poi dell’impossibilità di garantire a tutti quello che è semplicemente legittimo e giusto, potrebbe aprire scenari di difficile gestione. I diritti acquisti, quindi, non si devono toccare perchè altrimenti potrebbero essere dolori. La linea della Boschi non è isolata visto che lo stesso ministro Poletti aveva rilasciato giorni fa alcune dichiarazioni molto simili. Per ora non è facile riconoscere nelle parole dei due ministri una eventuale posizione ufficiale del governo ma quello che invece è chiaro è che il cammino per una riforma delle pensioni è decisamente lungo e serviranno mesi prima di arrivare ad una proposta condivisa.

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Comments

  1. ma perché, andare in pensione dopo 40 anni di contributi non è un diritto acquisito da tutti quelli che hanno iniziato a lavorare molti anni fa ?

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