Riforma pensioni: ultime notizie sul confronto governo sindacati previsto per il 24 maggio

Il confronto tra governo e sindacati sulla riforma pensioni 2016-2017 s’ha da fare e si farà: l’incontro è previsto infatti per il prossimo martedì 24 maggio e si parlerà della tanto discussa e attesa riforma del sistema previdenziale, seppur con qualche limitazione che potrebbe non piacere ai sindacati e alle parti sociali coinvolte, le quali tra l’altro non si tireranno indietro e proseguiranno la loro protesta in occasione della manifestazione nazionale che si terrà domani 19 maggio a Roma. 

Insomma, l’atteso confronto tra governo e sindacati si farà, ma le parti sociali temono che ci sia qualcosa dietro l’angolo, un blocco, un muro, una barriera, ben esemplificato dalle limitazioni che il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti ha ben chiarito a 6 giorni dall’incontro. La felicità iniziale dei sindacati si è dunque scontrata con una serie di diktat imposti che ovviamente non sono piaciuti. L’apertura ai sindacati si profila dunque un’apertura sincera o un autentico bluff?

Ma quali sarebbero queste limitazioni imposte per dar vita al confronto? Andiamo con ordine: all’incontro saranno presenti sia il ministro del Lavoro Poletti, sia il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini, ovvero colui che per primo parlò dell’APE come proposta del governo legata alla riforma pensioni, APE che poi sarà inserita nella Legge di Stabilità 2017, come ha dichiarato lo stesso primo ministro Matteo Renzi.

Per ciò che concerne le limitazioni, il ministro Poletti è stato chiaro, facendosi portavoce dell’esecutivo: le misure che saranno introdotte nella riforma pensioni e che entreranno in vigore a partire dal 2017 saranno per forza di cose limitate, visto che si dovrà tenere d’occhio la sostenibilità dei conti pubblici e non alterarla. Inoltre, tra le priorità della riforma ci saranno i disoccupati più anziani, ovvero coloro i quali hanno perso il lavoro in tarda età e non riescono a trovarlo: per loro è prevista la pensione anticipata, seppur con qualche penalizzazione. Il terzo punto fondamentale riguarda invece l’estensione temporale di queste misure, che avverranno nei prossimi 3 anni e che saranno differenziate in base alle determinate categorie dei lavoratori.

Per alcuni, tuttavia, queste limitazioni imposte dal governo per il confronto con i sindacati non soddisfaranno questi ultimi, né tanto meno i lavoratori coinvolti e penalizzati dalla riforma Fornero.

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