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Riforma pensioni: ultime novità dopo le parole di Poletti sull’APE

Continua a tenere banco la discussione dell’APE, ovvero la sigla che ormai denomina la riforma pensioni su cui il governo sta lavorando per accontentare le categorie di lavoratori più penalizzate dall’attuale riforma Fornero. Tuttavia l’APE non piace a tutti, soprattutto ai sindacati, considerando che il segretario generale della Cgil Susanna Camusso l’ha considerata l’ennesimo animaletto che si fa portavoce della retorica del premier Matteo Renzi. Giuliano Poletti, tuttavia, ha tenuto a precisare qualche informazione in più sulle eventuali penalizzazioni. 

Ovviamente le ultime parole del ministro del Lavoro Giuliano Poletti non potranno lasciare indifferenti: le sue dichiarazioni sulla riforma pensioni – o APE, che dir si voglia – sul tavolo di discussione dell’esecutivo potranno certamente generare ulteriori dibattiti e polemiche. Per l’occasione, infatti, Poletti ha parlato delle penalizzazioni e del sistema alla base di quest’ultime, considerandolo decisamente complesso, e rivelando inoltre che il governo sta pensando a una piattaforma differenziata.

Tutto ciò avviene per il semplice motivo che non tutti i lavoratori potranno avere una penalità del 3% e queste penalizzazioni, pertanto, dovranno essere differenti in base al reddito percepito. L’equazione è presto detta: penalità più alte per chi percepisce guadagni più alti. Tuttavia, anche qui c’è qualcosa che non quadra, soprattutto se si considera il recente studio della UIL che ha dimostrato come le penalità siano decisamente più forti per chi guadagna meno.

Il problema, sostanzialmente, non è in chi guadagna ad esempio 3 mila euro e dunque si vede arrivare una penalità più alta, ma chi ne guadagna 1.000, ottenendo comunque una penalizzazione che per il soggetto in questione risulterebbe insostenibile. Proprio per questo motivo le ultime parole di Giuliano Poletti sull’APE faranno discutere nei prossimi giorni e contribuiranno a tenere vivo il focolaio già vibrante attorno al quale protestano le parti sociali coinvolte.

 

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