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Riforma pensioni: ultime novità oggi 25 maggio dopo il confronto tra governo e sindacati

Nella giornata di ieri c’è stato l’atteso confronto tra governo e sindacati sul tema della riforma pensioni e la notizia è stata accolta con molto entusiasmo dal presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano, il quale ha ribadito la necessità di incontri del genere, oltre al fatto che ormai la riforma del sistema previdenziale sia entrato di diritto tra le priorità dell’agenda di governo. Proprio l’incontro di ieri ha testimoniato vividamente per Damiano un cambio di rotta dell’esecutivo nei confronti di un tema molto caldo e attorno al quale si è registrato un pericoloso silenzio negli ultimi mesi. Per Damiano, in questo modo, le decisioni non caleranno più dall’alto, e inoltre l’incontro di ieri è anche la prova di come non vi siano più alibi per rimandare una riforma attesa da lavoratori e sindacati che agevoli le categorie dei lavoratori penalizzati dalla riforma Fornero, ma che soprattutto introduca soluzioni di flessibilità previdenziale: è giunto il momento di ragionarvi seriamente, ma non a senso unico – ovvero il governo dice e ordina – ma a doppio senso, grazie proprio al dibattito e al confronto con le principali sigle sindacali.

“C’è qualcosa da restituire ai lavoratori per ciò che concerne la flessibilità e ai pensionati per quel che riguarda le pensioni basse“, ha ribadito Damiano. Pensioni basse su cui il premier Matteo Renzi, sempre nella giornata di ieri, si è esposto affermando che sono troppo basse e che dunque bisogna fare qualcosa. Uno spot elettorale in vista delle amministrative? Parole a cui non seguiranno fatti concreti? Qualcuno lo pensa, altri invece sperano nel cambio di rotta autentico auspicato da Damiano.

Intanto alle ore 13 di oggi pomeriggio è prevista una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati che sarà tenuta da Cesare Damiano e da Maria Luisa Gnecchi: i temi che saranno discussi riguarderanno i lavoratori nati nel 1952, penalizzati dalla riforma Fornero, nonché la sempre più urgente ottava salvaguardia di cui necessita l’ultimo gruppo di esodati rimasti esclusi dalle misure precedenti.