Rimborsi fiscali – Come richiedere gli accrediti 2014

2 agosto 2014 12:090 commentiDi:

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In questi ultimi giorni l’Agenzia delle Entrate sta sollecitando contribuenti e titolari di impresa italiani a comunicare all’autorità fiscale i propri  dati IBAN, cioè quelle relativi alle coordinate bancarie necessarie al fine di erogare i rimborsi fiscali. I rimborsi fiscali anche quest’anno, infatti, come in parte nel 2013, potranno arrivare con netto anticipo se accreditati sui conti correnti dei diretti interessati. 

Rimborsi fiscali – L’Agenzia delle Entrate invita i contribuenti a fornire l’IBAN

Molti contribuenti italiani, quindi, riceveranno in questo periodo una comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, via posta tradizionale per i contribuenti tenuti alla presentazione del modello 730 e via PEC per le imprese, che spiega come comunicare i dati necessari.


Contribuenti interessati dai controlli sui rimborsi fiscali 2014

Ecco quindi quali saranno le procedure da seguire. Per comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi al proprio conto corrente si potranno utilizzare le seguenti modalità:

  • attraverso il sito internet dell’Agenzia delle Entrate – www.agenziaentrate.gov.it – se si è già abilitati all’utilizzo dei servizi telematici offerti dall’agenzia
  • presentando presso gli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate il modello chiamato Accredito rimborsi su conto corrente, disponibile presso gli stessi uffici o sempre sul sito www.agenziaentrate.gov.it.

Coloro che invece non forniranno le proprie coordinate bancarie seguendo una delle due modalità proposte, potranno comunque ricevere il credito spettante attuando uno dei seguenti modi previsti:

  • per importi fino a 999,99 – recandosi in un qualsiasi ufficio postale presso il quale bisognerà esibire un documento d’identità in corso di validità per riscuotere il rimborso in contanti
  • per importi oltre 999,99 euro e fino a 51.645,69 euro – ricevendo semplicemente il rimborso al proprio domicilio dal momento che il rimborso viene eseguito con l’emissione di un vaglia da parte della Banca d’Italia.





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