Sarkozy afferma l’Europa siamo io e la Merkel

2 dicembre 2011 10:460 commenti

In occasione di un suo discorso a Toulon (Francia), giovedì sera, a proposito della crisi, Nicolas Sarkozy ha negato il potere alle istituzioni europee concentrandosi sul ruolo dei capi di Stato.

Una provocazione controproducente secondo l’euro deputato Sylvie Foulard. 

“Ha proprio un bel coraggio, dopo anni di scialo, nel  volere risanare le finanze pubbliche, trascrivere nella Costituzione il principio di equilibrio dei conti pubblici e restaurare la competitività dell’economia francese”. Scrive “Le Observateur”, quotidiano francese. Il suo diniego al protezionismo e la sua pedagogia dell’interdipendenza globale per Sarkozy sono elementi giusti. 

Ma, sull’Europa, Nicolas Sarkozy si trafigge con un errore strategico, continuando inflessibile, a volere ciò che si potrebbe chiamare “Un’Europa senza Europa„. E nel momento in cui ribadisce: “è con l’intergovernativo che passerà l’integrazione europea„, lui dimostra con una frase, l’inutilità dei suoi passi. 

Nicolas Sarkozy continua a sognare l’integrazione europea pur volendo trattenere il potere nelle sue mani. E se Luigi XIV diceva “Lo Stato sono io„, il presidente francese sostiene: “l’Europa è la Merkel ed io (Sarkozy)„. 

È, quindi, poco probabile che questo basti a convincere un investitore cinese o un assicuratore americano. In un contesto simile, questi avranno difficoltà a credere alla perennità dell’euro. Ed è, inoltre, poco probabile che i cittadini europei riconquistino la fiducia. Poiché le parole hanno un senso. L’intergovernativo non è precisamente “l’integrazione„; è al massimo una forma di cooperazione, una giusta opposizione tra stati che non formano un insieme.

Il fatto di negare l’esistenza di istituzioni comuni, il rifiuto di riconoscere la legittimità del Parlamento europeo è veramente costernante. Affermando che “Solo  i capi di Stato e di governo dispongono della legittimità democratica che permette loro di decidere„,  il capo di Stato francese lancia un messaggio al mondo intero che “l’Europa non esiste”. 

Ma di quale “legittimità„ parla? Se non esiste alcuna legittimità sovrannazionale, perché i greci o i portoghesi dovrebbero obbedire agli ordini impartiti da Sarkozy e dalla Merkel, mai eletti ad Atene o a Lisbona?  

Sarkozy ribadisce il proprio impegno all’indipendenza della BCE che, salvo errori, è un’istituzione sovrannazionale. E su questo punto, si può ringraziare la tenacia dei tedeschi, senza di loro infatti, questa indipendenza subirebbe i colpi mancini dei francesi. Abbiamo visto di recente quanto il presidente francese abbia pressato Bini Smaghi nel board della BCE a dimettersi per far posto “ad un francese„ e ciò segna un rispetto molto relativo dell’indipendenza dell’istituzione. 

E il quotidiano francese “L’Observateur” osserva: Il discorso di Toulon dimostra una cosa: non è “l’Europa„ che delude ma è una classe politica incapace di attuare un piano solido per l’Europa.  Nicolas Sarkozy ha già dimenticato il trattato di Lisbona che ha fervidamente voluto e difeso nel 2007 e 2008. Perché dargli fiducia quando lui si appella a riformulare l’Europa negoziando un nuovo trattato? 

Ultimo aggiornamento 02 dicembre 2011 ore 11,46

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