Società quotate incrementano Pil e occupazione

26 marzo 2012 15:260 commenti

Secondo una ricerca condotta dall’università Bocconi in collaborazione con Borsa Italiana, se in Italia il numero di aziende quotate  fosse pari a 1.000 si avrebbe un incremento del Pil compreso tra lo 0,9% e l’1,5%,  un aumento del tasso di occupazione grazie ad oltre 130.000 occupati in più rispetto al numero attuale e un maggiore gettito fiscale per 2,85 miliardi di euro.

Ma il numero di società quotate ipotizzato nella ricerca dell’ateneo milanese è ben lontano da quello reale. Ad oggi, infatti, le società quotate a Piazza Affari sono solo 291, ossia un numero molto ristretto rispetto a quello degli altri paesi europei e soprattutto rispetto a quello che è il potenziale del Paese. Basti pensare che il numero di società quotate sul listino milanese corrisponde a meno della metà rispetto al numero di società quotate in Germania, a circa un terzo rispetto al numero di società quotate in Francia e addirittura a circa un decimo rispetto a quello delle società quotate in Gran Bretagna.


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Sul fronte dei settori, invece, la ricerca ha evidenziato che le imprese meno presenti in Borsa rispetto all’economia reale appartengono al settore del commercio, al settore alimentare e a quello dei trasporti. Al contrario, invece, appaiono sovrarappresentati il settore della finanza, quello elettrico e quello petrolifero-minerario.

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Manuela Geranio, del Dipartimento di finanza della Bocconi, ha spiegato che in Italia il  largo ricorso al finanziamento bancario e la carenza di capitale “obbliga” le imprese imprese a mantenere dimensioni piuttosto limitate, rendendole così poco appetibili per gli investitori istituzionali. Al contrario, invece, se il numero di aziende quotate fosse maggiore probabilmente questo circolo vizioso si interromperebbe, con ampi benefici per l’intera economia italiana.






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