Spending review 2014 – La revisione del Piano Cottarelli

7 aprile 2014 15:520 commentiDi:

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Il piano di risparmi di Carlo Cottarelli, commissario straordinario per la spending review, presentato in via ufficiale non molto tempo fa, ha subito purtroppo in corso d’opera già una prima revisione, per adattarsi al mutamento della situazione economica, fiscale e reale del paese. Secondo le stime iniziali del piano, infatti, nel corso di quest’anno lo stato italiano sarebbe dovuto arrivare a risparmiare un totale di 7 miliardi di euro, ma alla luce delle nuove stime i miliardi si sono ridotti a 4,5. 

Il piano della spending review ha così perso circa 2,5 miliardi di euro in seguito alle prime battute e l’ex economista del Fondo Monetario Internazionale si trova oggi vicino a posizioni simili a quelle espresse non molto tempo fa anche dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan.

Le misure della spending review per il 2014


Secondo il primo assetto del piano, dai tagli ai diversi ministeri italiani e alle pensioni si sarebbero dovuti risparmiare in totale 2,2 miliardi di euro, di cui 1,8 provenienti solo dalle singole pensioni. I tagli alla spesa delle pensioni, tuttavia, nella nuova versione non saranno previsti, mentre quelli ai ministeri incideranno per solo un miliardo e in particolare il Ministero della Difesa e il Ministero della Sanità dovranno risparmiare circa 500 milioni ciascuno.

Le altre voci di risparmio, invece, prevedono un miliardo dalla riduzione dei trasferimenti – al posto dei previsti 2 miliardi nella versione precedente – e 1,8 miliardi di euro dall’efficientamento diretto, invece dei 2,2 miliardi di euro previsti in precedenza. Il nuovo piano per la spending review, tuttavia, pur rivedendo gli impegni per il 2014, ha confermato le stime per il 2016, entro il quale si prevede di risparmiare 33,9 miliardi di euro. 

Che cos’è il Fiscal Compact

I 4,5 miliardi di euro risparmiati nel 2014 non saranno però tutti a disposizione del governo per attuare il taglio del cuneo fiscale o altre politiche di rilevanza nel mercato del lavoro. Una base di 500 milioni è già impegnata da quanto previsto dalla Legge di Stabilità che recepisce i dettami del fiscal compact.

 






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