Standard & Poor’s declassa l’Italia decisione scorretta per Berlusconi

20 settembre 2011 10:190 commentiDi:

La borsa di Milano ha aperto in ribasso questa mattina dopo la decisione, giunta a sorpresa, dell’agenzia internazionale di rating Standard & Poor’s di declassare, abbassando di una tacca il debito sovrano dell’Italia a causa della scarsa crescita e della fragilità del Governo. 

Il voto sul debito pubblico, il “rating” indica, in parole povere, la capacità di ripagare il debito pubblico da parte di un Paese.

 S & P ha declassato il debito sovrano a breve e a lungo termine dell’Italia portandolo a «A» da «A+» e a «A-1» dal precedente «A-1+». 

Poco dopo l’apertura, l’indice FTSE Mib che ha iniziato la seduta con una stima dell’1,21%, limitava le sue perdite e cedeva lo 0,75% a 13.980 punti. Un segno di sfiducia degli investitori. 

Questa decisione è un duro colpo per la terza economia nella zona euro, il cui rating non era mai stato abbassato dall’inizio della crisi. 

La scelta di S & P potrebbe essere seguita da parte di Moody, che ha previsto la sua revisione per il prossimo venerdì. 

Nonostante la nuova manovra del 14 settembre di 54,2 miliardi di euro, pronta a garantire il pareggio di bilancio entro il 2013 e a ridurre il debito pubblico (120% del PIL), l’Italia non riesce a rassicurare i mercati. 

Soprattutto da quando il premier, Silvio Berlusconi, è stato invischiato in nuovi casi imbarazzanti relativi alla sua vita privata. 

Berlusconi ha reagito immediatamente sulla decisione di S & P, criticando duramente la scelta: “Tale valutazione è stata spinta più dai rapporti dei media piuttosto che dalla realtà dei fatti e distorta da considerazioni politiche”. 

Ma da parte sua, l’Agenzia ritiene che le autorità italiane “sono ancora riluttanti” ad adottare riforme strutturali ambiziose per rilanciare la crescita.

Ultimo aggiornamento 20 settembre  2011 ore 12,20

Tags:

Nessun commento

Lascia una risposta