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Statali via libera del cdm, per gli aumenti e arretrati: da 370 a 720 euro

Due ultimi passaggi. Il primo sostanziale, il secondo formale. Poi i dipendenti dei ministeri, delle agenzie fiscali e del parastato, dopo nove anni di blocco delle retribuzioni, potranno incassare il primo aumento. Ma soprattutto gli arretrati maturati per il 2016 e il 2017. E qui sta la vera novità. Il governo vuole a tutti i costi che arrivino nelle buste paga di febbraio. Il problema è che per farlo, è necessario che gli ultimi due passaggi si concludano entro il cinque del prossimo mese. Non è scontato. Anzi. Ieri il consiglio dei ministri ha ratificato l’accordo raggiunto alla vigilia di Natale con i sindacati delle «funzioni centrali». Adesso il contratto dovrà passare il vaglio della Corte dei conti che avrà 15 giorni per validarlo o fare delle osservazioni. Poi ci sarà la firma definitiva del contratto che entrerà immediatamente in vigore.

Come testimoniato da un tweet del Ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, il Consiglio dei Ministri ha dato via libera al rinnovo del contratto dei dipendenti statali, esprimendo parere favorevole sull’intesa che era stata trovata il 23 dicembre scorso tra i Sindacati dei lavoratori e l’Aran (l’Agenzia di rappresentanza negoziale per le pubbliche amministrazioni). In ballo, per i 270 mila dipendenti in questione, ci sono anche gli arretrati: dai 370 euro della fascia più bassa ai 712 della più alta (media 492).

Il governo si accinge a dare il via libera, domani in Consiglio dei ministri, all’intesa sul rinnovo contrattuale degli statali (comparto Funzioni centrali) firmato il 23 dicembre tra Aran e i sindacati. L’esame dell’accordo, secondo quanto si apprende, non essendo un atto amministrativo, dovrebbe essere fuori sacco, compreso tra ‘varie ed eventuali’.

Si avvicina quindi per i circa 250mila dipendenti di ministeri, Inps, Inail e Agenzie fiscali, gli attesi aumenti contrattuali che in media saranno di 85 euro mensili. Dopo l’ok della Ragioneria generale dello Stato ad oggi manca ancora il via libera della Corte dei Conti dopo il quale dovrà tornare all’Aran per la firma definitiva con tutte le sigle sindacali. I primi aumenti in busta paga non potranno che avvenire tra febbraio e marzo e per gli arretrati si auspica un’erogazione altrettanto rapida. D’altra parte la scadenza di febbraio, con le elezioni alle porte, è davvero vitale per il governo anche se i tempi sono un po’ stretti considerando i passaggi non formali che il testo deve compiere dopo il Cdm.

 I sindacati commentano positivamente la notizia e spingono per gli aumenti a febbraio. Per la Cgil “domani si comincerà a dare concretezza ai risultati dell’intesa siglata il 23 dicembre scorso e, dopo oltre otto anni di blocco dei salari, le lavoratrici ed i lavoratori vedranno finalmente crescere le loro retribuzioni” dichiara il segretario confederale della Cgil Franco Martini a proposito dell’atteso via libera del Cdm.

“Una crescita – sottolinea Martini – che potrà essere ancor più significativa conteggiando anche gli arretrati, che già dal mese di febbraio potranno essere erogati”. “Adesso – conclude il segretario confederale della Cgil – non vi sono più alibi per procedere rapidamente al rinnovo dei contratti negli altri comparti pubblici”.

“Con la firma del governo, si presume domani – commenta Ignazio Ganga segretario confederale della Cisl all’Adnkronos – gli aumenti e gli arretrati potranno essere erogati in busta paga a febbraio. D’altra parte con il completamento dell’iter del contratto statali, che fa da apripista, non ci sono più dubbi che bisogna concludere senza incertezze gli iter contrattuali degli altri comparti: Scuola, Sanità ed Funzioni locali”.

Anche la Uil auspica che a febbraio si possano erogare le risorse dopo nove anni di blocco. “Auspico che si svolga velocemente tutto l’iter compreso l’accettazione della Corte dei conti e quindi che si possano avere aumenti il più presto possibile” compresi gli arretrati del biennio 2016-2017 che partiranno da una somma minima di 370 euro a un amassimo di 700. Quanto alle trattative in corso degli altri comparti Foccillo riferisce di buone prospettive all’orizzonte. Ieri si è svolta “una riunione positiva sulla Scuola – racconta – l’Aran ha presentato un testo che può essere accettato dalla maggior parte dei sindacati presenti, tanto che il contratto potrebbe accelerare notevolmente. Anche il negoziato per la Sanità è a buon punto e si è aperto uno spiraglio per il rinnovo negli enti locali”.