Home / economia / Bollo auto e superbollo scadenza del 31 gennaio: scadenze, esenzioni e ingiunzioni di pagamento

Bollo auto e superbollo scadenza del 31 gennaio: scadenze, esenzioni e ingiunzioni di pagamento

Attenzione per chi in questi giorni ha ricevuto da Equitalia un’ingiunzione di pagamento del bollo auto risalente al 2012. In molti stanno già correndo ai ripari rivolgendosi all’associazione in difesa del consumatore. Tantissime persone si sono rivolte a queste associazioni perché hanno ricevuto un’ingiunzione di pagamento addirittura del bollo del 2012, quindi chiaramente arricchito di more e sanzioni varie. Teoricamente il bollo del 2012 è prescritto a fine del 2015, a meno che in questo arco di tempo non siano pervenuti nelle notifiche, delle comunicazioni da parte della regione per cui sono stati bloccati tempi della prescrizione. La legge parla chiaro, le tasse automobilistiche, si prescrivono dopo tre anni i tempi si contano a partire dall’anno dopo la scadenza del bollo.

L’agenzia delle entrate ricorda che entro il 31 gennaio 2018 e il limite massimo per poter saldare il supplementare dello Stato sul superbollo auto con termine dicembre 2017 per tutti i proprietari o nuovi acquirenti di autovetture di extralusso superiore da 185 kW. Superbollo una tassa introdotta nel 2011 si rivolge a tutti i residenti in Italia che possiedono autovetture di lusso a trasporto promiscuo di persone. ma anche chi utilizza in caso di leasing.

Questi saranno tenuti a pagare un’ addizionale erariale sulle tasse automobilistiche chiamata appunto superbollo ma soltanto in cui la potenza del motore supera i 185 kW. L’addizionale da pagare per quelle auto di Potenza superiore a 225 kilowatt sarà pari a €10 per ogni kW per il superbollo 2011 anni successivi mentre a partire dal 2012 si parlerà di €20 per ogni kW di Potenza superiore a 185 kW. Sembra proprio che l‘importo aggiuntivo da pagare per il superbollo possa diminuire Secondo alcuni criteri ovvero diminuire del 15% dopo 5 anni dalla data di fabbricazione del veicolo, del 30% dopo 10 anni dalla data di fabbricazione del veicolo, del 60% dopo 15 anni dalla data di fabbricazione del veicolo ed infine non sarà prevista alcuna addizionale dopo 20 anni dalla data di fabbricazione.

Tutti coloro che vorranno calcolare il superbollo potranno semplicemente consultare l’Agenzia delle Entrate che pare abbia messo a disposizione un servizio online, dove è possibile effettuare il calcolo semplicemente inserendo i dati dell’utente e stampare poi il modello F24 già compilato. Bisognerà effettuare il versamento dell’imposta contestualmente a quello della tassa automobilistica entro i termini previsti per il bollo auto. Nel caso in cui il pagamento del superbollo non verrà effettuato entro i termini previsti ci sarà una sanzione amministrativa del 30% dell’imposta che si sarebbe dovuta versare.

Il bollo auto sarà pagato entro il 31 gennaio da tutti coloro i quali possiedono dei veicoli. Sono esenti Dal pagamento bollo entro il 31 gennaio soltanto alcune categorie ovvero i veicoli storici di oltre 30 anni regolarmente iscritte ai registri, le auto elettriche, le auto ibride e le auto per disabili e portatori di handicap nonché le auto a metano e GPL. L’esenzione spetta in realtà soltanto ad un individuo che durante la dichiarazione deve la relativa targa ma è necessario che il veicolo non sia superiore ai 2000 cm cubici se a benzina e 2800 CC C3 a gasolio. Tutti gli altri soggetti devono provvedere al pagamento entro e non oltre il 31 gennaio. Come già avete capito, È anche possibile pagarlo in ritardo ma in questo caso viene applicata una sanzione. Nel caso in cui si arrivi a pagare il bollo auto scaduto da un anno, la regione invierà un avviso bonario dove Avvisa il contribuente di corrispondere la cifra dovuta al più presto pagando una maggiorazione del l’importo della tassa mobili automobilistica pari al 30% maggiorato degli interessi di mora.

E di questi giorni l’appello del Presidente dell’ACI, l’ing. Angelo Sticchi Damiani, che ha chiesto di abolire il superbollo a partire dal 2018.

Ma cos’è il superbollo?

Si tratta in realtà di una so- vrattassa che fa lievitare in modo considerevole l’importo base dell’imposta per le vetture con più di 185 Kilowatt (ovvero 251,5 cavalli). Per ogni kilowatt che supera tale soglia si incorre in un aumento di 20 euro sul bollo. Tuttavia è prevista una riduzione graduale con l’invecchiamento del veicolo: 12 euro, 6 euro e 3 euro, rispettivamente allo scadere dei 5, 10 e 15 anni di età dall’immatricolazione, mentre nessun importo si deve al compimento del 20° anno.

“È necessario eliminare il superbollo”, commenta il massimo esponente dell’ACI, “perché non deve essere penalizzato un comparto su cui l’Italia ha delle eccellenze come Ferrari, Maserati e Lamborghini. Infatti, questa misura non ha portato i risultati attesi dal Governo, ma anzi ha avuto un gettito inferiore alle attese”. I numeri dicono che lo Stato ha incassato appena un terzo del previsto: la stima dell’esecutivo era di circa 168 milioni di euro l’anno mentre i reali introiti sono stati di 60 milioni di euro. Questa disparità è dà attribuire al fatto che il superbollo ha allontanato gli acquirenti dalle auto più performanti, la cui esportazione è cresciuta del 115%.

Sticchi Damiani ribadisce anche la necessità di abolire la normale imposta sulle auto ultraventennali, ripristinata dal Governo a partire dal 2015. “Bisogna riordinare il bollo per le vetture ultraventennali veramente storiche”, spiega il presidente,“che ogni anno aumentano di circa mille unità. Vanno tutelate solo queste,

esentandole dal pagamento del bollo auto anche perché tutte le altre circolanti ogni giorno sono inquinanti, poco sicure e dannose per l’ambiente”.

Per la tassa di proprietà è invece bene ricordare che si prescrive dopo tre anni. A stabilirlo è stata una recente sentenza della Cassazione che fa cadere il precedente periodo che lo quantificava in 10 anni. Dunque va considerata illegittima una cartella di pagamento notificata dopo questo termine, con i 36 mesi che sono calcolati a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui il pagamento dell’imposta fa riferimento. Ad esempio, per il bollo non versato nel 2014, la prescrizione scatta il 31 dicembre del 2017, rendendo impugnabili dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale le notifiche recapitate dopo quest’ultima data. Tuttavia, il mancato ricorso entro sessanta giorni rende la cartella esecutiva.

Il mercato dell’auto è in ripresa

L’economia italiana dopo anni di stagnazione se non di recesso, sta lentamente uscendo dalla crisi. E lo sta facendo per merito di comparti che non sembrano essere mai stati intaccati dalla crisi: ad esempio il caso del settore delle automobili, da sempre vanto del nostro Paese, da sempre vettore di successo e di gratificazioni. Il 2017 potrebbe essere ricordato come l’anno della rinascita del mercato delle auto. L’anno in corso, infatti, sta facendo segnare numeri importantissimi per quanto concerne le nuove immatricolazioni, ma anche per quanto riguarda le auto usate. Numeri paragonabili a quelli del 2009, anno precedente alla crisi economica che ha creato non pochi danni ad un comparto fondamentale per l’economia del Bel Paese. Ci sono regioni che hanno registrato boom di vendite, come la Sicilia con quote da record nel settore dell’automotive. Questo è quanto emerso dai dati raccolti dall’Automobile Club Italia, secondo il quale la Sicilia vanta un parco auto superiore ai 4 milioni di unità. Un totale che è stato rimpinguato da un anno particolarmente florido in termini di vendite. Nello specifico, l’Isola ospita attualmente circa 1,7 milioni di auto a benzina, e 1,3 milioni di auto a gasolio. Per un totale complessivo di vetture circolanti pari a 4,3 milioni. Cresce anche il mercato delle auto elettriche, sebbene rappresenti solo una piccolissima fetta della torta: 2.600 unità circolanti. Il mercato dell’usato, però, sembra essere il motore trainante di tutto il comparto. Questo grazie soprattutto ai numerosi compro auto usati che sono nati negli ultimi anni e che attirano sempre più utenti sul web. Come di consueto è stato pubblicato il Bollettino Auto-Trend di settembre, il rendiconto statistico che di mese in mese viene pubblicato dall’Automobile Club d’Italia e che mostra con precisione l’andamento delle trascrizioni e delle demolizioni di automobili e motocicli; il bollettino è consultabile in versione integrale sul sito ACI. L’ultimo mese è stato un mese di crescita per il mercato delle auto usate, in settembre i passaggi di proprietà al netto delle minivolture delle quattro ruote trascritti al P.R.A sono stati 249.752 con una percentuale positiva del 3.4%; per gli amanti delle statistiche riportiamo che per ogni 100 automobili nuove vendute 157 auto usate hanno cambiato proprietario, il rapporto registrato nei primi nove mesi dell’anno è di 100 a 141.