Tagli alla politica manovra 2011 lettera aperta al Governo

14 agosto 2011 09:420 commentiDi:

Caro Governo, nella nuova manovra antideficit il premier Berlusconi ha definito l’intervento sui costi della politica addirittura “eccessivo” rispetto alle esigenze. Ma che considerazione si è fatta questo governo sui cittadini che dovrebbe governare, o forse è meglio dire “proteggere” come un buon padre di famiglia?

Questi tagli “eccessivi” ai costi della politica si percepiscono appena, “forse”, visto che questo è ancora tutto da vedere “vedi soppressione di alcune province e accorpamento dei comuni ai minimi termini”.

In Italia abbiamo uno dei più alti numeri di parlamentari in carica con privilegi che partono dai ristoranti della Camera e del Senato, dove a prezzi irrisori, i parlamentari gustano leccornie altrove costosissime, fino agli elevati vitalizi. Quanto costano ai contribuenti: ministeri, istituzioni, consiglieri regionali e vitalizi? Le indennità dei politici italiani rispetto ai colleghi europei, non sono “leggermente” più alte?

E che dire dei Consiglieri regionali dove la differenza è riscontrabile soprattutto tra il Nord e il Sud d’Italia. I consiglieri della Sardegna sono quelli che percepiscono lo stipendio più alto: oltre 11mila euro, seguono poi i colleghi della Campania, Calabria e Puglia. La Calabria poi presenta il record dei vitalizi percepiti dagli ex consiglieri che si portano a casa fino a quasi 10mila euro al mese.

Il premier si vanta della nuova manovra ma evita (come rivelato dal quotidiano Libero) di parlare dell’aumento del 3,2% delle retribuzioni che Montecitorio ha concesso alla fine di giugno ai suoi dipendenti, in barba a tutti gli impiegati statali che hanno il blocco degli stipendi forse fino a tutto il 2014.

Ci sono poi le onorevoli pensioni che vengono erogate mensilmente a coloro che possono far valere un minimo di anzianità al parlamento, tra i quali: Gino Paoli 3.108 euro di pensione dopo 5 anni di servizio alla Camera o Giuliano Pisapia, che oltre al recente incarico di Sindaco di Milano ha un vitalizio di 4.725 Euro mensile per il suo servizio alla Camera, o Luciano Benetton (5 anni al Senato) con una pensione di 3.108 Euro, o Cecchi Gori 4.725 Euro di pensione con un’anzianità di servizio di 10 anni e Tony Negri 3.108 euro di pensione per 5 anni alla Camera. Questo è un privilegio riservato alla casta, perché il resto degli italiani dovrà lavorare fino all’ultimo momento, magari con l’ausilio di una badante.


Ammonta a 1032 il numero di parlamentari nazionali ed europei, ministri e sottosegretari. In tutto ci costano 24,7 miliardi all’anno. I soli ministeri all’anno costano 226 milioni di euro. La parte del leone la fanno gli organi costituzionali. L’Italia rispetto agli altri paesi europei spende il 30% in più per la politica e la dinamica di crescita della spesa è doppia. L’esercito che vive alle spalle della politica è composto da oltre 145mila persone tra parlamentari, ministri, amministratori locali: 1.032 parlamentari nazionali ed europei, ministri e sottosegretari; 1.366 presidenti, assessori e consiglieri regionali; 4.258 presidenti, assessori e consiglieri provinciali; 138.619 sindaci, assessori e consiglieri comunali. A questi vanno aggiunti gli oltre 12mila consiglieri circoscrizionali (8.845 nelle sole città capoluogo); 24mila persone nei consigli di amministrazione delle 7mila società, enti, consorzi, autorità di ambito partecipati dalle pubbliche amministrazioni; quasi 318mila persone che hanno un incarico o una consulenza elargita dalla pubblica amministrazione; la massa del personale di supporto politico addetto agli uffici di gabinetto dei ministri, sottosegretari, presidenti di Regione, Provincia, sindaci, assessori regionali, provinciali e comunali; i direttori generali, amministrativi e sanitari delle Asl; la moltitudine dei componenti dei consigli di amministrazione degli Ater (Azienda territoriale per l’edilizia residenziale del comune di Roma) e degli enti pubblici.

Le province allo Stato costano 14 miliardi di euro all’anno, ai cittadini circa 160 euro pro-capite ogni dodici mesi. In Italia sono 110 in tutto. Vi lavorano  61mila dipendenti, da molti anni si parla, ormai,  di soppressione delle province invece negl ultimi sette anni ne sono nate altre sette.

Secondo una recente indagine parlamentare i Comuni italiani hanno in media, debiti per 1.621 Euro per abitante. Troviamo comuni dove più che un sindaco basterebbe un caposcala a tutelarli, è il caso di Pedesina (34 abitanti) o Morterone (37), Moncenisio (42) e tanti altri ancora sono circa una trentina. Ma a tutti piace una piccola parte del potere.

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Ultimo aggiornamento 14 agosto 2011 ore 11,30






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