Tasi 2014 su immobili in affitto – Le norme per proprietari e inquilini

19 settembre 2014 11:050 commentiDi:

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E’ partito ormai il secondo conto alla rovescia per il pagamento dell’acconto della TASI 2014, tassa sugli immobili di pertinenza comunale, che in parte ha sostituito l’IMU e in parte va a coprire i costi dei cosiddetti servizi indivisibili erogati dai comuni. La maggior parte degli italiani, infatti, dovrà pagare entro il prossimo 16 ottobre 2014. La novità per quest’anno, tuttavia, consisterà nel fatto che saranno chiamati a mettere mano al portafogli sia i proprietari di prima casa, sia gli inquilini, ovvero coloro che si trovano in affitto. >  Tasi 2014 – Regole e detrazioni per pagare la prima rata

La TASI 2014, infatti, grava sia abitazioni private che su immobili commerciali dati in affitto e gli inquilini sono tenuti a pagare una parte della quota richiesta dal comune sia nel caso abbiano sottoscritto un contratto regolare di affitto, sia nel caso in cui stiano occupando un immobile a titolo di comodato gratuito. 

Come calcolare la Tasi quando a pagare sono più inquilini

In tutti i casi citati in precedenza gli inquilini sono tenuti a pagare ai rispettivi comuni una quota che varia dal 10 per cento al 30 per cento dell’importo totale, la cui rimanente parte sarà onere del proprietario dell’immobile. Gli inquilini potranno trovare i dati precisi a cui affidarsi per il pagamento all’interno delle relative delibere comunali.

I Comuni, tuttavia, non potranno rivalersi sui proprietari qualora gli inquilini non paghino affatto o non paghino la cifra corretta. Il pagamento non viene infatti considerato come solidale dal punto di vista giuridico. Entrambe le parti sono indipendenti.

C’è però una piccola deroga a questa normativa, che riguarda i contratti di affitto con durata inferiore ai sei mesi in cui figuri lo stesso inquilino. Se infatti il contratto di affitto ha queste caratteristiche, a pagare è il solo proprietario.

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