Tassazione immobili in affitto in aumento con l’Imu

17 aprile 2012 10:530 commenti

I proprietari di immobili concessi in locazione, sebbene incassino un canone mensile, si trovano a dover fare i conti con diversi tipi di imposte. Anzitutto occorre considerare l’esborso legato all’Irpef, all’applicazione delle addizionali regionali e comunali sul reddito fondiario, all’imposta di registro e all’imposta di bollo sui nuovi contratti di affitto, oppure quello derivante dall’applicazione della cedolare secca, ossia l’imposta sostitutiva del 21% che sostituisce tutte le imposte fino ad ora elencate.


EFFETTI DELL’IMU SUL MERCATO IMMOBILIARE

Oltre a queste occorre poi considerare l’Imu, il cui importo risulta maggiore rispetto a quello sborsato negli scorsi anni a titolo di Ici. Sebbene la somma dovuta in virtù della nuova tassa sugli immobili dipende dal tipo di immobile, dalla rendita catastale e dall’aliquota applicata dal Comune in cui è situato, nella maggior parte dei casi i proprietari di immobili concessi in locazione dovranno pagare una somma maggiore rispetto a quella che hanno sborsato fino al 2011.


COME PAGARE L’IMU

Secondo una recente indagine condotta da CorrierEconomia considerando un immobile tipo e partendo dall’ultimo rapporto di Nomisma sul mercato delle grandi città, infatti, la quota del canone annuo da destinare all’Imu risulta maggiore rispetto a quella destinata a titolo di Ici. A Bologna, ad esempio, i proprietari di un immobile concesso in locazione hanno pagato nel 2011 a titolo di Ici una quota del 27% del canone di locazione, mentre nel 2012 sborseranno una quota compresa tra il 27,8% e il 39%, a seconda dell’aliquota che fisserà il Comune. A Milano si passerà dal 25,4% ad una percentuale compresa tra il 26,7% e il 36,0%, a Roma dal 26,8% ad una quota compresa tra il 26,3% e il 35,0%, a Torino dal 26,2% ad uno quota compresa tra il 26,6% e il 35,8%, a Firenze dal 28,0% ad una quota compresa tra il 27,4% e il 379% e a Genova dal 27,0% ad una quota compresa tra il 26,5% e il 35,6%.

A fronte di tale aumento, dunque, secondo gli esperti molti degli immobili fino ad ora affittati verranno messi in vendita, dal momento che un aumento del canone non può essere sostenuto dal mercato e dal momento che un immobile sfitto oltre a non produrre alcun introito ha anche diversi costi.






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