Tasse sulla casa 2014, si discute ancora su quelle certe – IMU e Mini IMU – e quelle incerte – Tasi

9 gennaio 2014 17:130 commentiDi:

economia casa

Ancora non ha trovato una soluzione definitiva la complessa revisione del sistema di tassazione degli immobili in Italia. Si tratta infatti di una operazione necessaria alla quale il governo lavora da diversi mesi, tra proposte, ipotesi, approvazioni, smentite, soluzioni temporanee  e soluzioni di più lungo termine, che hanno fatto passare i cittadini italiani anche attraverso una serie di chiamate al versamento e poi successive abrogazioni o congelamenti nel corso del 2013.

Sotto gli occhi di tutti, infatti, è stata in questi mesi la spinosa vicenda dell’IMU, che ancora non sembra aver abbandonato del tutto i pensieri e le tasche dei contribuenti, almeno per questo periodo di transizione, il 2014, in cui il sistema di tassazione degli immobili sarà caratterizzato da imposte decise negli anni precedenti – come l’IMU, appunto – e tasse di nuova introduzione, come la Tasi, ma anche l’inaspettata e imprevista Mini – IMU.

L’abolizione del pagamento della seconda rata dell’IMU sulle prime case

Una prima parte di questa ancora lunga vicenda viene però a concludersi proprio nella giornata di oggi, in cui è arrivato da parte del Senato il via libera al decreto legge che è stato ribattezzato IMU – Bankitalia, perché comprende al suo interno provvedimenti relativi non solo alla tassazione sugli immobili, ma anche riporta tutto l’assetto normativo dell’operazione di rivalutazione delle quote di Bankitalia.

Il testo del decreto è stato dunque licenziato dal Senato con i relativi emendamenti e ora passerà alla Camera, per poter essere convertito in legge. Con questo provvedimento è stato abolito in via ufficiale il pagamento per il 2013 della seconda rata dell’IMU per tutti i proprietari di prima casa, che avrebbe dovuto essere versata il 16 dicembre scorso, data in cui sono quindi stati chiamati al versamento solo i proprietari di seconde case.

Dall’abolizione della seconda rata dell’Imposta Municipale Unica restano però escluse le abitazioni di lusso, tutti gli immobili appartenenti a cooperative edilizie a proprietà indivisa, e gli alloggi assegnati dagli IACP e dagli enti assimilati. Nel decreto attuale, tuttavia, a differenza di quanto era stato annunciato in passato vengono però ricompresi anche gli alloggi di servizio dati in assegnazione al personale delle Forze Armate e di polizia, vigili del fuoco e prefetti.

L’abolizione della seconda rata dell’IMU, inoltre, va ad interessare anche i terreni agricoli, anche se non coltivati, posseduti e condotti da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli professionali.

L’abolizione ufficiale della seconda rata dell’IMU fa quindi parte di quei provvedimenti ormai certi in fatto di tassazione immobiliare che avranno effetti anche per il 2014, perché il pagamento dell’IMU resterà in vigore sulle seconde case. 

Mini – IMU sulle prime case in scadenza il 24 gennaio 2014 nei comuni interessati

Ma, nonostante il procedere della prassi normativa, non tutto è andato a buon fine e, già per il primo mese del 2014, spunta una nuova tassa certa sugli immobili, che la maggior parte dei contribuenti saranno tenuti a pagare. Si tratta della cosiddetta Mini – IMU, il colpo di coda finale dell’Imposta Municipale Unica, che secondo le ultime direttive del governo andrà in scadenza venerdì 24 gennaio 2014 –  e non più, come si era previsto in origine, il 16 gennaio.


Il versamento della Mini IMU riguarderà questa volta anche i proprietari di prime case, che dovranno in questo modo andare a compensare uno scollamento tecnico tra importi IMU 2012 e importi IMU 2013 nei comuni che hanno utilizzato aliquote differenti. Il risultato sarà un versamento integrativo, piccolo in alcuni casi – si parla a livello nazionale anche di importi al di sotto dei 12 euro, che per legge, non andranno pagati – più grande in altri, con cifre superiori anche a 100 euro.

Il gettito totale che lo stato si aspetta da questa operazione di recupero per cui a suo tempo non sono stati trovati fondi a sufficienza sono 440 milioni di euro. I contribuenti saranno infatti chiamati a versare solo il 40 per cento dell’importo totale, mentre il restante 60 per cento verrà versato dallo stato.

Il pagamento riguarderà i proprietari di prime case situate in quegli oltre 2390 comuni italiani i cui sindaci hanno deliberato un aumento delle aliquote IMU dalla base del 4 per mille al tetto massimo del 6 per mille nel corso del 2013. Il versamento, che avrà all’incirca un media di 40 euro, dovrà essere effettuato utilizzando gli appositi bollettini precompilati che i Comuni saranno tenuti ad inviare prima della scadenza, sulla base delle ultime direttive della Legge di Stabilità. Ma già si vocifera di un certo ritardo nella procedura, per cui c’è la possibilità concreta di un ripiego sui classici F24, destinati anche all’IMU o sui bollettini postali.

Una cosa da tenere ben presente in questo frangente, tuttavia, è il calcolo della Mini – IMU, per la quale varranno le detrazioni retaggio della vecchia IMU. Si dovranno quindi scontare all’ammontare 200 euro di base più 50 euro per ogni figlio a carico.

Ancora profonde incertezze sul calcolo della Tasi

In merito ad aliquote e detrazioni, soprattutto, la partita della tassazione immobiliare risulta essere ancora completamente aperta per le novità 2014. Una di queste, come annunciato, è costituita dalla Tasi, la Tassa sui servizi indivisibili dei Comuni, che sostituirà l’IMU nell’anno a venire. Ma c’è appena un poco più di chiarezza almeno sulle aliquote, venuta a delinearsi proprio in questi giorni. L’orientamento del governo sembra essere quello di approvare un aumento delle aliquote Tasi sulla prima e sulla seconda casa, rispetto a quanto era stato in prima istanza deciso all’interno della Legge di Stabilità, che in questo modo passeranno rispettivamente al 3 per mille e all’11,1 per mille – con un aumento dello 0,5 per mille da applicare al precedente 2,5 per mille delle prime case e al 10,6 per mille delle seconde.

Secondo le intenzioni del governo, tuttavia, l’innalzamento delle aliquote dovrebbe servire solo per garantire la possibilità di maggiori detrazioni alle fasce deboli e alle famiglie in difficoltà, rispetto a quanto previsto nella Legge finanziaria, elevando il gettito complessivo di un miliardo e 400 milioni. Le decisioni in merito spetteranno ai Comuni, che saranno liberi di decidere su come applicarle. Questo aumento, tuttavia, così congegnato, non dovrebbe comportare alcun aumento della pressione fiscale, che già per i primi mesi del 2014 è prevista salire alla soglia del 44 per cento.

La scadenza della Tasi arriverà infine nel mese di giugno 2014, in una unica soluzione, oppure in due versamenti semestrali che saranno decisi dai sindaci.






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