Trattative ancora in corso in Argentina per evitare un secondo default

24 luglio 2014 11:520 commentiDi:

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Sono ancora in corso le trattative tra l’Argentina e gli Stati Uniti d’America sulla complessa vicenda dei cosiddetti tango bond, che da tempo oppone i due stati in un estenuante braccio di ferro politico e legale. C’è tempo del resto fino al 30 luglio 2014  per portare avanti il negoziato, dopo che il giudice americano Thomas Griesa che segue il caso, ha deciso di non sospendere nei giorni scorsi la sentenza che obbliga Buenos Aires a pagare i possessori degli hedge fund entro il 3o luglio 2014, che non hanno accettato il concambio sul debito. 

Braccio di ferro tra Argentina e Italia per il pagamento dei bond del default

Pagare i possessori degli hedge fund che non hanno sottoscritto la ristrutturazione del debito argentino, però, imporrebbe all’Argentina un impegno economico molto forte che potrebbe costringerla a proclamare bancarotta e ad affrontare le conseguenze di un secondo default in dodici anni.


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A partire da oggi, quindi, inizieranno a ritmo serrato le trattative ulteriori tra i rappresentanti dei due stati e il negoziatore scelto per l’occasione, Daniel Pollack, le quali andranno avanti a ritmo serrato fino al 30 luglio 2014, quando dovrà essere risolta la questione del debito estero dell’Argentina, al fine di evitare una bancarotta che ripeta quanto successo nel 2002.

La situazione è infatti giunta ad un momento di stallo dopo che l’Argentina ha depositato la cifra di 800 milioni di dollari per il pagamento dei possessori di bond che hanno accettato lo scambio sul debito e dopo che il giudice Griesa ha bloccato il pagamento. Ora l’Argentina chiede la sospensione della sentenza per evitare che scatti la clausola RUFO, che concede ai titoli di bond la possibilità di essere pagati di più se venissero liquidati prima coloro che hanno accettato lo swap.

 






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