Trattenuta sui bonifici dall’estero, come evitarla e come chiedere rimborso

18 febbraio 2014 09:390 commentiDi:

soldi

Dal 1° febbraio è entrata in vigore una nuova norma che prevede una ritenuta d’acconto sui bonifici provenienti dall’estero pari al 20% dell’importo. La normativa si inserisce nelle serie di provvedimenti che sta prendendo il Governo in questi ultimi tempi per combattere il fenomeno del riciclaggio di denaro e per rintracciare i capitali ‘sommersi’.

Fin da subito questa trattenuta all’origine ha creato delle accese polemiche, tanto che anche la Commissione Europea sta vagliando il provvedimento e la sua legittimità rispetto al principio, valido in tutti i paesi dell’Unione Europea, della libera circolazione delle merci e delle persone.

Cerchiamo di capire meglio come funziona la trattenuta sui bonifici esteri, se e come è possibile evitarla e come ottenere eventuali rimborsi.

A quali bonifici si applica la trattenuta del 20%

La trattenuta del 20% sarà applicata a tutti i bonifici provenienti dall’estero che rientrano nelle seguenti categorie:

  • interessi e proventi, diversi da quelli bancari, derivanti dall’impiego di capitali all’estero;
  • rendite perpetue e compensi per le prestazioni fideiussorie, conseguite al di fuori dell’Italia;
  • plusvalenze derivanti da cessioni di immobili, terreni edificabili e partecipazioni qualificate, detenuti all’estero;
  • redditi derivanti dai canoni di locazione, concessione in usufrutto e sublocazione di beni immobili all’estero e di natura fondiaria, ivi compresi i canoni dall’affitto di terreni per usi non agricoli;
  • proventi conseguiti dalla locazione, affitto, noleggio o concessione in uso di veicoli, macchine e altri beni mobili, comunque, detenuti all’estero.

La trattenuta non si applica ai bonifici per retribuzioni da lavoro o da proventi derivanti da una libera professione o da attività d’impresa.


► Capitali all’estero, i moduli per l’adesione alla collaborazione volontaria

Come non pagare la trattenuta sui bonifici esteri

La norma prevede che le banche applichino la trattenuta su tutti i bonifici che arrivano dalle banche estere e finiscono in conti correnti italiani, questo vuol dire che, nel caso in cui i bonifici non siano tra quelli sottoposti a tassazione, deve essere il correntista a fornire alla banca la documentazione necessaria per attestarlo, che comprende:

  • autocertificazione per dichiarare che le somme in entrata dall’estero non provengono da redditi da capitale o da redditi diversi;
  • tutti la documentazione atta a certificare l’esenzione, come il quadro Rw della dichiarazione dei redditi, ovvero quello in cui si dichiarano le attività all’estero.

Come ottenere il rimborso della trattenuta sui bonifici esteri

Se la banca applica la ritenuta su bonifici che non sono sottoposti a tassazione, il correntista ha due modi per chiedere il rimborso della somma versata:

  • richiesta di rimborso diretta all’istituto che ha applicato la trattenuta entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui è avvenuta la trattenuta;
  • presentazione dell’istanza entro 48 mesi dalla tassazione.





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