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Turismo Co.Mo.Do: Da domani al via il ‘mese della mobilità dolce’

Vivere la cultura dello spazio aperto seguendo territorio e paesaggio lungo un filo dolce e continuo a bassa velocità. Ricercare bellezze paesaggistiche e storiche del territorio, ripercorrendole lentamente per riscoprire ogni sua ricchezza culturale, estetica ed emozionale. Con queste premesse riparte il “Mese della Mobilità Dolce” ideato da Co.Mo.Do., con la giornata di punta dedicata alle Ferrovie Dimenticate (giunta alla sua undicesima edizione -prima domenica del mese di marzo), giornata partecipata da centinaia di associazioni locali ambientaliste, di equiturismo, di cicloturismo e trekking che hanno il merito di portare all’attenzione dell’opinione pubblica le linee dismesse, quando l’Italia si muoveva dolcemente fra piccoli centri ed entroterra più profondi, in zone baciate dalla bellezza di paesaggi unici.

L’obiettivo di Co.Mo.Do. non è un’ambizione conservatrice, ma progettuale. Una ferrovia dismessa può diventare tante cose utili: tornare ferrovia se ci saranno le condizioni, diventare una greenway, favorire il recupero di un territorio, trasformarsi in un parco naturale, in un corridoio ecologico. Oppure si può tenerla semplicemente ‘congelata’, in attesa di progettazioni differenti, ma ‘protetta’ da ogni degrado.

Il compito di Co.Mo.Do. attraverso l’organizzazione del Mese della Mobilità Dolce è di portare economia green attraverso la mobilità leggera e l’intermodalità in aree a vocazione turistica e paesaggistica, individuando sistemi di reti di percorsi fruibili dal turismo dei bikers e dal turismo familiare, dai cavalieri e dai pedoni coinvolgendo associazioni ed enti locali al dialogo con le Istituzioni perché d’obbligo possano investire nelle infrastrutture verdi, come accade in Europa.

Molti percorsi virtuosi di recupero e rilancio avvengono dal basso e dai territori e per questo obiettivo Co.Mo.Do. si impegna ad attivarsi per far conoscere, riscoprire e approfondire con le comunità, le scuole e le organizzazioni locali l’inestimabile patrimonio delle infrastrutture dismesse come beni comuni da salvaguardare per rappresentare risorse su cui impostare uno sviluppo sostenibile del territorio. Un turismo ben progettato e ben gestito può contribuire a dimensioni dello sviluppo sostenibile perché aumenta il capitale sociale dei territori, contribuisce alla crescita dell’occupazione, diffonde la consapevolezza del grande patrimonio naturale e culturale del nostro Paese. Un modo concreto di “fare” per il bene pubblico ed il piacere della scoperta.

“Viaggiare senza limiti: turismo per tutti in Europa”. Un titolo ambizioso, per un’opera che si propone in realtà un solo scopo: essere un punto di partenza per chi, nel mondo del turismo, che è poi anche il mondo dei servizi, si tiene lontano da un settore per timore o per mancanza di conoscenza. Come quando, negli anni Ottanta, i primi divulgatori scientifici scrivevano qualche libro sulla cosmologia o sulla biologia, prima che Jurassic Park trasformasse i dinosauri da terribili fotografie sui sussidiari delle elementari a compagni di giochi per un’intera generazione. Nel mondo del turismo accessibile, la reazione degli operatori è la stessa dei genitori quando per le prime volte i ragazzi chiedevano di acquistare un giocattolo a forma di T-Rex: sarà solo un caso isolato? Possibile che sia davvero questo il futuro? Che devo fare, oppormi o seguire la corrente? O meglio, cavalcare la tendenza? E con le spese come faccio, dovrò ricomprare tutto, lo zainetto, l’astuccio, i quaderni, i giochi, le tazzine e lo spazzolino da denti. C’è ancora dunque tanta incertezza, tanta diffidenza, tanta confusione. In parte perché in realtà il settore è confuso di per sé, per primi sono i clienti, i turisti con esigenze particolari, a non sapere bene che cosa desiderano, come richiederlo e come ottenerlo. In parte, però, ed è la parte maggiore, manca la conoscenza del settore, la comprensione di quali siano le cosiddette esigenze particolari e di quanto sia promettente il mercato. Con questa pubblicazione si vuole dare un contributo a fare chiarezza, a capire che cosa siano e quali siano le esigenze particolari, che cosa si chiede a un territorio o a una struttura ricettiva o turistica. Magari sfatando anche qualche falso mito e dando qualche indicazione pratica, sicuramente utile in un mondo che spesso vive solo di teoria. Tanti argomenti sono soltanto accennati, molti mancano del tutto, come il grande capitolo delle intolleranze alimentari. Non perché non pensiamo che avrebbero giovato alla qualità della pubblicazione, ma perché non è stato possibile reperire un contributo qualificato e qualificante, ed allora abbiamo preferito rinunciare, piuttosto che pubblicare inesattezze. Quello che abbiamo cercato di fare è raccogliere le testimonianze di esperti, cercando di stimolarli ad approfondire un argomento in cui fossero particolarmente ferrati, partendo dalla descrizione delle necessità, per passare alla strutturazione dell’offerta e giungere quindi al grande capitolo e alla grande sfida della promozione e del marketing. Crediamo di avere gettato un sassolino nello stagno, sperando che le onde arrivino il più lontano possibile.

Un paese davvero civile non può non consentire ai suoi cittadini la piena accessibilità a tutte le sue strutture pubbliche e private. E questo vale a maggior ragione per un settore, quello del turismo, che vede l’Italia primeggiare nel mondo per le sue eccellenze in tutti i campi. Se il turismo vuole davvero diventare uno degli asset strategici futuri di questo paese, non può fare dei distinguo fra chi può accedere a determinate strutture e chi no. Questo principio vale non solo per ragioni di civiltà ma rappresenta anche un investimento di tipo economico perché coinvolge milioni di potenziali clienti del turismo. Per questo, la Commissione per la promozione e il sostegno del turismo accessibile, costituita presso il Ministero del Turismo, ha voluto elaborare un ‘Manifesto’ che rappresenti la base programmatica e culturale del suo lavoro futuro. Un lavoro a cui sono chiamati a partecipare tutti coloro che fanno parte della filiera del turismo e che sono direttamente coinvolti con i temi che la Commissione ha individuato come prioritari. In primo luogo ci rivolgiamo ai Comuni Italiani che di questa sensibilità devono essere i più diretti interpreti nel territorio. Proprio con Anci è stata avviata una collaborazione che vedrà nei quattro incontri organizzati nel nord, centro, sud Italia e isole, l’occasione importante per promuovere il Manifesto e il suo Documento applicativo. Il principio che deve guidare la nostra azione è semplice e chiarissimo: l’individuo nella sua totalità, con i suoi bisogni che derivano da personali condizioni di salute – qualunque esse siano, dalle disabilità motorie alle intolleranze alimentari, da una gravidanza all’età avanzata – è un cittadino ed un cliente che ha diritto a fruire dell’offerta turistica in modo completo e in autonomia. L’accessibilità, ossia l’assenza di barriere architettoniche, culturali e sensoriali, è la condizione indispensabile per consentire la fruizione del patrimonio turistico italiano. La Commissione metterà in campo azioni finalizzate a raggiungere questi obiettivi perché, come ho già detto, un paese per ritenersi davvero civile deve essere accessibile.

Il concetto di turismo accessibile Il turismo accessibile è un concetto che è diventato sempre più conosciuto negli ultimi 10-15 anni; sia i turisti che l’industria turistica tendono a diventare più consapevoli dei suoi vantaggi. Il turismo accessibile può essere brevemente descritto come i prodotti e i servizi di tutta la catena di servizi turistici che sono progettati per tutti e senza barriere. Può anche essere descritto in termini di mercato essendo il mercato turistico che cresce più velocemente. Perché questo? Stiamo attraversando un cambiamento demografico, questo è un dato di fatto. Una parte crescente degli europei è gente anziana, 60 anni o più. Questa generazione che ha sperimentato il boom del turismo di massa in Europa a partire dagli anni Sessanta non è pronta a rinunciare a viaggiare a causa di qualche disabilità che potrebbe sopraggiungere con l’età. Questi clienti senior probabilmente non chiamerebbero loro stessi ”disabili” ma le loro necessità di accesso quando viaggiano corrisponderebbero invariabilmente ai requisiti d’accesso delle persone con disabilità. La popolazione che invecchia sta rapidamente portando alla trasformazione del “turismo accessibile” da quello che era considerato come un mercato di nicchia a un fenomeno di mercato di massa. Il potenziale di mercato del Turismo per Tutti non solo include la popolazione più anziana, ma anche molte persone in tanti stadi della vita con necessità estese di una buona accessibilità: persone con disabilità con amici e famigliari; famiglie con bambini piccoli; persone con problemi di salute temporanei o cronici. Quando si considerano solo le persone con disabilità in Europa questo mercato equivale ad almeno 630 milioni di persone che pernottano in Europa per anno e almeno 130 milioni di cittadini europei secondo le stime della Commissione Europea. Inoltre, le persone che provengono da altre parti del mondo hanno all’incirca le stesse necessità di accessibilità e le stesse aspettative e molte di loro vogliono visitare l’Europa. Studi tedeschi hanno mostrato come il target del turismo accessibile sia portato a spendere più soldi per le proprie vacanze, ami viaggiare in bassa stagione, sia più fedele alla destinazione del turista qualunque e che spesso venga accompagnato dalla famiglia o dagli amici. Il turismo accessibile può portare ad un fatturato crescente per le imprese, stagioni prolungate, nuove opportunità lavorative e un maggiore reddito per la società.

Un fenomeno con molte etichette Il turismo accessibile come concetto è conosciuto sotto varie etichette. Turismo per Tutti, turismo inclusivo, turismo senza barriere sono alcune delle tante espressioni usate per lo stesso fenomeno. Il turismo accessibile si basa sulla filosofia del Design for All, un approccio verso il design dell’ambiente, dei prodotti e dei servizi costruito che assicuri la possibilità di partecipazione da parte di tutte le persone su base equa a tutte le attività sociali. Il Design for All è la filosofia e la visione di una società aperta e funzionale per tutti, basata sul fatto che tutti gli esseri umani sono differenti. Quindi i prodotti, i servizi e gli ambienti devono essere studiati sin dall’inizio per essere adatti al maggior numero di persone possibile, e per ridurre la necessità di adattamento per un certo target di persone o necessità. Un prodotto o un servizio che è sviluppato secondo la filosofia del Design for All può essere utilizzato nella più ampia cerchia di utenti senza modifiche e può essere facilmente adeguato per venire incontro a necessità specifiche. Raggiungere questo scopo è un’importante sfida per i progettisti, gli architetti e i designer, scopo che inoltre creerà una situazione doppiamente vincente per la società, i cittadini e le imprese. Un prodotto o un servizio studiato per tutti è facile da capire e da usare; è utilizzabile nonostante eventuali limiti delle abilità individuali e fornisce i requisiti necessari per tutti per partecipare alla società su basi eque.

Il termine Turismo senza barriere è perlopiù usato nei paesi germanofoni ma si è esteso ed è usato globalmente. L’idea del turismo senza barriere o accessibile è attivamente supportata a livello nazionale in Germania ed è parte integrante delle politiche turistiche del governo federale, ed è stata recentemente adottata da parte di un gruppo di destinazioni tedesche affinché sviluppino e promuovano questo nuovo segmento dimercato che è promosso come turismo senza barriere inteso come turismo dove tutto è accessibile a tutti. Ma il turismo senza barriere è promosso anche come offerte di vacanza per persone con mobilità ridotta. Come definito da Darcy e Dickson, il turismo accessibile …permette alle persone con richieste particolari d’accesso, inclusa la mobilità, la vista, l’udito e la dimensione cognitiva, di fruire indipendentemente e con equità e dignità attraverso la disponibilità di prodotti, servizi e ambienti turistici universalmente studiati. Questa definizione include tutte le persone che viaggiano con bambini in passeggino, le persone con disabilità e gli anziani.

Per tutti o per disabili? Il turismo accessibile, o turismo per tutti, non riguarda il creare soluzioni e prodotti speciali studiati solo per le persone con una certa disabilità, bensì assicura che i prodotti, i servizi e gli ambienti turistici siano creati e studiati per essere adatti al più ampio numero possibile di clienti, rispettando il fatto che ogni cliente è unico. Ogni attività turistica o d’affari senza dubbio dovrebbe applicare questo concetto, in quanto il business in generale concerne il raggiungere il numero più elevato di clienti; il business turistico in particolare basa il suo successo sulla propria abilità di raggiungere le necessità individuali dei clienti. Ma l’obiettivo è stato quello di far aumentare la consapevolezza e la conoscenza del turismo per tutti e del Design for All come fattori e concetti di successo per lo sviluppo degli affari. Nella pratica ci sono anche un numero crescente di iniziative e affari che mirano specificatamente a clienti disabili. Possiamo notare esempi come l’agenzia di viaggi portoghese Accessible Portugal che organizza vacanze per disabili, o l’iniziativa della Commissione Europea Calypso, con lo scopo di migliorare le possibilità di certi gruppi target di andare in vacanza sotto il segno del Turismo sociale. Questi sono esempi di iniziative complementari basate sul mercato che si concentrano sui clienti che sono coloro che maggiormente beneficiano del turismo accessibile.

Altri esempi mostrano come l’informazione e il marketing dell’accessibilità nel turismo siano diventati parte integrante della promozione turistica d’avanguardia. Le informazioni riguardo a guide speciali o servizi sono presentate sui principali siti web turistici, come per esempio la città italiana di Genova. La regione della Catalogna ha selezionato 19 destinazioni con un elevato livello di accessibilità per tutti, presentate in una guida apposita. In Danimarca l’Ente nazionale del Turismo, l’organizzazione per gli hotel e i ristoranti e le organizzazioni di disabili hanno fondato un’associazione con lo scopo di fornire informazioni di qualità riguardo il turismo accessibile e i servizi pubblici in Danimarca e hanno creato una serie di etichette per il marketing del turismo accessibile. Ci sono molti altri esempi, ma tutti mostrano quanto il turismo accessibile sia diventato un segmento di mercato da tenere in considerazione e da sviluppare. Il turismo accessibile dovrebbe essere considerato come un problema di qualità e sostenibilità. Con una porzione crescente di persone anziane nella popolazione, nessun business può ignorare a lungo termine il fatto che tutto ciò aumenta anche la domanda di prodotti e servizi studiati per tutti.

Lo sviluppo del turismo accessibile in Europa Lo sviluppo del turismo accessibile sotto molti aspetti ha seguito le stesse caratteristiche in tutta Europa durante gli ultimi due decenni. Partendo dalla consapevolezza del fatto che anche le persone disabili hanno il diritto di viaggiare e andare in vacanza, continuando con una crescente conoscenza delle necessità delle persone disabili e considerando che questo problema è più complesso del semplice parlare di accessibilità fisica; si passa ad una comprensione più ampia e profonda del concetto di turismo accessibile come idea basata sul concetto di diversità, Design for All e gestione orientata al cliente.

All’inizio degli anni novanta il turismo accessibile era concentrato sul turismo per le persone disabili, piuttosto che sul turismo accessibile per tutti. Un numero di strutture turistiche poteva fornire servizi e pernottamento, perlopiù adattati alle necessità delle persone in carrozzina in risposta ad una domanda crescente. Questo sviluppo ebbe luogo parallelamente ai cambiamenti nelle politiche sociali e per disabili, quando l’attenzione verso il diritto delle persone disabili a una vita indipendente stava crescendo. Guardando indietro allo sviluppo del turismo accessibile in Europa c’è stato uno sviluppo piuttosto veloce e sfaccettato negli ultimi decenni. All’interno dell’Unione Europea molte iniziative e programmi hanno contribuito a supportare il miglioramento dei diritti delle persone disabili ad avere una vita indipendente e libera da discriminazioni; in questo modo c’è stato un forte appoggio allo sviluppo del turismo accessibile in Europa. Accanto alla crescente consapevolezza del turismo accessibile come mercato in crescita, il turismo accessibile è diventato una questione richiesta sia dagli utenti-turisti che dai fornitori-industria. Il turismo accessibile ha il suo posto preciso in progetti innovativi correlati al miglioramento delle pari opportunità per le persone disabili così come allo sviluppo del turismo come opportunità d’affari, iniziative di pratica, ricerche ecc.

L’etichetta “Turismo per Tutti” è stata resa nota attraverso l’iniziativa della Commissione Europea Helios e da allora è stata frequentemente usata come etichetta per turismo accessibile, dapprima nel Regno Unito e in Svezia, e poi in tutta Europa. Altre importanti pietre miliari da parte dell’Unione Europea sono state il lancio nel 2003 dell’anno europeo delle persone disabili e il modo in cui le pari opportunità per le persone con disabilità siano state rafforzate passo dopo passo nei trattati europei. Un’importante forza conduttrice è stata l’adozione del Regolamento standard per l’equiparazione delle opportunità per le persone con disabilità dell’ONU nel 1993, dove sia l’accessibilità in generale che le offerte di turismo accessibile sono state poste in evidenza. Negli stati membri dell’UE, i Piani d’Azione Nazionali sulle Politiche della Disabilità hanno lavorato verso un miglioramento generale dell’accessibilità e anche verso il supporto dello sviluppo del turismo accessibile. In Svezia il Parlamento nel 1999 nel suo piano di azione nazionale sulle politiche della disabilità “Da paziente a cittadino”scrisse che uno degli scopi era quello di trasformare la Svezia in una società accessibile per tutti entro il 2010. Soprattutto, questo è stato un segnale importante non solo a livello nazionale ma anche internazionale. Altri enti nazionali, come Visit Britain e il Ministero del Turismo greco hanno anche intrapreso approcci pratici agendo ed essendo coinvolti come co-fondatori dell’Associazione Europea ENAT – European Network for Accessible tourism (Rete Europea per il Turismo Accessibile) costituito nel 2006. ENAT sta lavorando per migliorare l’accessibilità nel settore turistico consolidando la conoscenza esistente e dando a tutti gli attori l’opportunità di mettere questa conoscenza in comune attraverso collaborazioni, ovunque esse siano in Europa. ENAT mira ad aiutare l’Europa a diventare una meta accessibile, dove tutti i viaggiatori si possano muovere liberamente, possano assaporare nuove esperienze ed essere sicuri di ricevere i servizi di cui hanno bisogno e che si aspettano. Il turismo accessibile deve diventare una priorità per il bene dei turisti e per la sostenibilità a lungo termine dell’industria turistica europea.

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