Utile e fatturato Mondadori in calo nel primo trimestre 2012

14 maggio 2012 14:400 commenti

Il resoconto di gestione sul primo trimestre 2012 approvato dal Consiglio di amministrazione di Mondadori, nel corso della riunione tenuta stamane sotto la presidenza di Marina Berlusconi, ha evidenziato l’incidenza negativa sui principali mercati e settori di riferimento del gruppo della crisi economica che sta interessando in particolar modo l’Europa.

TITOLI AZIONARI PIÙ REDDITIZI NEL 2012

Più nel dettaglio, Mondadori ha archiviato i primi tre mesi dell’anno con un fatturato consolidato in calo a 328,1 milioni di euro rispetto ai 354,3 milioni di euro del primo trimestre 2011, un margine operativo lordo consolidato di 15 milioni di euro rispetto ai 21,8 milioni di euro dell’esercizio precedente e un risultato operativo consolidato di  8,9 milioni di euro rispetto ai 16,3 milioni di euro dello scorso anno, con ammortamenti per 6,1 milioni di euro contro 5,5 milioni di euro del 2011.


INVESTIRE IN AZIONI O OBBLIGAZIONI?

L’utile prima delle imposte si è attestato a 4,5 milioni di euro rispetto ai 10,9 milioni di euro dello scorso anno, con oneri finanziari pari a 4,4 milioni di euro, ovvero in miglioramento di 1 milione di euro rispetto al 2011. L’utile netto consolidato è stato di 2,4 milioni di euro rispetto ai 5 milioni di euro dell’esercizio precedente, mentre il cash flow è stato di 8,5 milioni di euro rispetto ai 10,5 milioni di euro del 2011. Al 31 marzo 2012 la posizione finanziaria netta è risultata negativa per 301,8 milioni di euro, in miglioramento di 33,6 milioni di euro rispetto al rosso di 335,4 milioni di euro registrato a fine 2011. I vertici della società hanno fatto sapere di prevedere per l’esercizio in corso una redditività inferiore rispetto a quella registrata nel 2011.

A Piazza Affari il titolo Mondadori risente non solo dei risultati negativi registrati nel corso del primo trimestre del 2012 ma anche dell’andamento negativo dei principali indici azionari. Nel primo pomeriggio segna infatti una flessione di oltre un punto e mezzo percentuale a 1,083 euro.






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